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Italiane in Europa: il dado è tratto

Una volta gettata alle spalle la tensione scaturita dall’instabilità della fase a gironi, sofferta da alcuni più che da altri, le squadre portabandiera della nostra penisola in Europa possono finalmente tirare un profondo respiro e godersi il meritato ‘en plein’. La Juventus, dopo aver sfiorato proprio all’ultimo turno il primato del girone D, salvo poi esserselo fatto soffiare davanti agli occhi per mano del Manchester City, aveva comunque ipotecato la qualificazione allo Stadium di Torino una settimana prima, dando il benservito proprio agli inglesi con un secco 1-0 firmato Mandzukic. Chi la qualificazione se l’è sudata fino all’ultima partita, agguantandola con le unghie e con i denti grazie al pareggio a reti inviolate strappato in casa contro i modesti Bielorussi del Bate Borisov, è la Roma, piombata nel classico vortice invernale che non è nuovo nel risucchiare i giallorossi. Tuttavia, il brillante risultato raggiunto sino ad ora dalle Italiane impegnate in Champions rischia di franare tutto in un colpo. L’urna di Nyon si è rivelata difatti oltremodo letale, destinando i bianconeri alle fauci dei pluricampioni di Germania del Bayern Monaco, e i giallorossi a giocarsi l’accesso ai quarti contro i Galacticos di Rafa Benitez. Sfide ardue, che nascondono per di più un’insidia da non trascurarsi: entrambe le gare d’andata si giocheranno infatti in Italia, mentre i ritorni, logicamente decisivi, saranno di scena in terra germanica (per i campioni d’Italia in carica) e spagnola (per Totti & Co). Per quanto riguarda i bavaresi, il dato che spaventa maggiormente è la continuità dei risultati: negli ultimi quattro anni, dall’edizione 2011-12, la corazzata tedesca, oltre a vincere un trofeo, ha infatti sempre concluso il torneo posizionandosi tra le prime quattro. L’organico a disposizione di Guardiola è ampio e vario, tanto ricco di qualità quanto di quantità, e la storia recente dimostra come i bavaresi siano poco propensi ad abbandonare già a febbraio la competizione. Per la Juventus il cammino si fa complesso, e i bookmakers hanno già preso partito: il passaggio del turno da parte del Bayern è quotato a 1.25. Tanta sfortuna anche per la Roma di Garcia, che in un periodo a dir poco turbolento della stagione si trova a dover affrontare l’ennesima pessima notizia: dopo la fase calante che sembrava averlo contraddistinto, infatti, CR7 sembra in ripresa, e con lui i suoi Blancos. Inoltre, in quanto costretti attualmente a rincorrere gli eterni rivali di Barcellona e Atletico in Liga, i madrileni hanno l’obbligo di farsi strada perlomeno in Champions, alla caccia della “undecima”. I giallorossi saranno costretti agli straordinari per sperare nel passaggio ai quarti, ma anche in questo caso i pronostici sono chiarificanti: un ipotetico passaggio del turno da parte della Roma è dato a quattro volte la posta giocata. Discorso a parte è quello relativo alle italiane impegnate in Europa League. Napoli e Lazio hanno conquistato a mani basse e con largo anticipo il primato del girone, lasciando il bastoncino più corto alla Fiorentina di Paulo Sousa, che per ottenere l’ufficialità della qualificazione ai sedicesimi è stata costretta ad attendere fino alla sesta e ultima partita, vinta per 1-0 al Franchi contro i portoghesi del Belenenses. Avversari sulla carta più abbordabili (ma nemmeno troppo), sono di conseguenza stati sorteggiati per il Napoli (che si troverà di fronte il Villareal di Marcelino) e per la Lazio (accoppiata ai turchi del Galatasaray), mentre i viola affronteranno per la seconda volta consecutiva il Tottenham di Mauricio Pochettino. A differenza dello scorso anno, tuttavia, il ritorno si giocherà tra le mura di White Hart Lane, elemento che aumenta a dismisura il fattore difficoltà per i viola. Non resta quindi che attendere quello che si preannuncia uno degli scontri più interessanti di questi sedicesimi: chi prevarrà tra la voglia di rivalsa unita ad un tasso tecnico superiore alla norma dei londinesi, ed il temperamento affiancato al coraggio e all’ambizione della Fiorentina? Nel frattempo, l’Italia tenta di emergere tra le superpotenze europee in quello che viene etichettato sempre di più come un “cinque su cinque scacciacrisi”.

Simone Torricini 4E
Liceo Classico “Galileo” di Firenze