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Jill Watson, il computer che chattava con gli umani

 

Gli studenti del corso di intelligenza artificiale al Georgia Institute of Technology (GIT) sono stati sottoposti ad un test senza saperlo: sono stati delle cavie per il collaudo di un robot. Infatti gli studenti avevano accesso ad una chat nel sito del corso in cui potevano fare domande agli assistenti dei professori. L’ idea del professor Ashok Goel è stata quella di introdurre un’intelligenza artificiale all’ interno del gruppo degli assistenti. Infatti il professore era preoccupato del fatto che questi ultimi fossero troppo impegnati a rispondere a moltissime domande semplici. Gli studenti infatti scrivevano in media 10000 domande ogni semestre. Così dal gennaio scorso a rispondere agli studenti c’è Jill Watson. Jill Watson è un’intelligenza artificiale IBM Watson, una tipologia di computer specializzati nel rispondere a domande semplici. Gli studenti chattavano sul sito con Jill e non potevano immaginarsi che fosse una macchina. Anche se Jill mancava di una propria personalità, la macchina non ha destato sospetti negli studenti che sostengono di non aspettarsi altro da un assistente di insegnamento. Tuttavia alcuni si sono accorti di risposte un po’ insolite e qualcuno ha anche detto “Sembra un computer”, ma solo per farci una battuta sopra. Fra un anno Jill potrà rispondere al 40% delle domande, così gli altri assistenti si potranno concentrare su quelle più complicate, e sarà anche più preciso, infatti risponderà solo se sarà sicuro al 97%. Jill Watson non è sicuramente una delle intelligenze artificiali più avanzate, infatti non potrebbe mai reggere una conversazione generica a differenza di altre come Cleverbot, ma è sicuramente utile per il tipo di scambio di informazioni che è utilizzato nel sito del GIT e potrà essere introdotto anche in altre chat del genere come sostiene il prof. Goel.

Giovanni D’Elia
Classe 1C – Liceo Classico Statale “Galileo” di Firenze