giornalisti-in-erba

La scuola nascosta

 

Ero a scuola con la mia prof. di matematica, mancavano solo due ore alla fine della scuola ed ero molto stanco perché era stata una lezione davvero molto impegnativa.
Alla fine della scuola sono uscito con il mio amico Riccardo, quando mi accorgo di aver lasciato la cartellina in classe, salgo le scale e mi intrufolo dentro la classe, prendo la cartellina e sto per uscire quando vedo le porte chiuse e tutti i ragazzi andare via. Provo a sbattere le porte ma nessuno mi sente. Per quanto incredibile, sembravano usciti tutti. Ero solo…
È passata un’ora ed ero ancora rinchiuso dentro la scuola. Verso le 18.30 mi avvio al piano di sopra sperando che le finestre che sporgevano sul tetto fossero aperte ma non ho trovato nemmeno una via d’uscita. Scendo le scale al pano di sotto ben deciso a rompere la porta, ormai disperato, ma mi ricordo che erano a prova di proiettile. A quel punto mi metto a riflettere su un pensiero davvero inquietante: “Io dentro la scuola, vicino ad un bosco, solo, di notte…”
Ormai erano le 20.00, tutto si fece rapidamente buio, e la scuola calò nella penombra delle luci d’emergenza. All’improvviso sento un brusio venire da dietro, mi giro e… vedo un estintore cascare a terra, mi attacco al muro tutto pauroso e sento una persona camminare verso di me. Non vedo nessuno, ma prendo la matita appuntita che mi aveva regalato Niccolò tre ore prima e la conficco nella sagoma minacciosa che incombe su di me, la estraggo per colpirla un’altra volta, però dal rumore di passi se ne stava andando, quindi mi corro a nascondermi nello sgabuzzino del custode dove trovo una latta di vernice nera, esco dallo sgabuzzino e scendo le scale, però avevo nuovamente perso di vista il mio misterioso aggressore, quando sento che si sta avvicinando un’altra volta a me: lancio contro di lui la vernice e scopro che era…
Niccolò mi aveva raccontato di aver bevuto una sostanza che lo avrebbe reso invisibile nel laboratorio di scienza. Così siamo andati nel laboratorio in cui avevamo trovato quella strana sostanza gassosa, provammo a prenderla ma c’era qualcosa che ci bloccava ci guardammo intorno vedendo soltanto teschi.
Ad un certo punto si mosse una mano che prese la sostanza e la portò alla bocca, noi scappammo subito via, andammo in palestra dove c’era una porta aperta, uscimmo e ci ritrovammo nel bosco.
Era troppo buio e tornammo dentro, prendemmo un bastone per difenderci: dalla rabbia lo scaraventai a terra colpendo per sbaglio una persona invisibile facendole fermare la sostanza gassosa e cosi scoprimmo che era…
“Aaaah!” proprio a quel punto mi svegliai da quello strano incubo e andai a scuola ma era chiusa perché…

Tommaso Martini
Classe 1D – Scuola Secondaria di primo grado “Puccini” di Firenze