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L’accento circonflesso

In Francia vi è una proposta di far cadere l’accento circonflesso e quindi, non utilizzarlo più. Molte persone, hanno protestato in rete contro il governo dicendo che questa legge non aiuterà i ragazzi a scrivere correttamente. La legge dice che a partire dal prossimo anno, si potrà evitare l’accento, solo sulla I e sulla U, tranne che quando esso serva a distinguere una parola dall’ altra. Anche i libri di scuola, dovranno essere cambiati. Il governo ha messo in pratica un suggerimento dell’ Accademia di Francia fatto per semplificare la lingua francese che non veniva più parlata all’ estero, perché’ troppo complessa. Bernard Pivot, un famoso presentatore, dice che si tratta solo di un piccolo cambiamento che si applicherà a duemila e quattrocento parole. Insieme a questo cambiamento la riforma ha proposto di abolire il trattino in alcuni casi come per la parola porte-monnaie. Anche nella lingua italiana esistevano alcuni accenti circonflessi come quello della parola principi plurale di principio che ora non si usano più. Nella lingua italiana esistono oggi alcune semplificazioni che vengono adottate erroneamente come il mettere gli accenti anziché l’apostrofo in parole come po’ o mettere la K al posto di ch. Questo forse è dovuto al fatto che noi italiani leggiamo poco ma scriviamo molto. Secondo me gli accenti, come quello circonflesso dovrebbero rimanere nella grammatica, perché sarebbe difficile cambiare il modo di scrivere di alcune parole come quelle della lingua francese soprattutto per le persone adulte. Essi hanno imparato ad usarlo fin da piccoli e si sono abituati così.

Francesca Gennaro II A
I.C. Pallavicini-plesso Bachelet-Roma