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Perché i ragazzi lasciano tutto in giro senza riuscire a tenere in ordine le loro cose?

Nell’accezione comune il termine disordine ha un significato negativo ma, come diceva il fisico Albert Einstein, “tutto è relativo”, infatti l’ordine di una persona potrebbe corrispondere al concetto di disordine di un’altra. Quante persone conoscete che sostengono di essere disordinate, ma riescono a trovare tutto nel loro disordine o, al contrario, quante persone conoscete che sono organizzate e che strutturano tutto meticolosamente e che però impiegano molto tempo per trovare le cose? Sicuramente parecchie.

Esiste infatti un tipo di disordine chiamato “disordine ordinato” in cui, anche se apparentemente all’occhio della gente tutto risulta disordinato, la persona responsabile di quel sistema può trovare qualsiasi cosa o la maggior parte delle cose senza sforzo o perdita di tempo. Nonostante ciò, se una terza persona interviene e decide di “organizzare tutto”, la persona di cui parlavamo prima si vedrà impossibilitata a trovare le cose perché il suo ordine è stato alterato.

L’ordine non è uguale per tutti, e non avere gli oggetti classificati secondo un criterio prestabilito non significa che ci sia assenza di ordine, ma semplicemente che ci si trovi di fronte ad una forma di ordine diverso, così come avere tutto in determinati luoghi e organizzato secondo un certo schema rigido non implica che ci sia ordine.

Ogni persona è diversa, quindi quello che funziona e che è un bisogno per una persona non implica obbligatoriamente che sia adatto al modo di vivere di un’altra.

Alla luce di quanto detto, credo di potermi definire “diversamente ordinato”, poiché tendo a disporre gli oggetti secondo una “distribuzione tattica” che mi consente di trovare facilmente tutto ciò che mi serve, a meno che qualcuno non sconvolga quell’ “ecosistema” che mi sono creato intorno; quando ciò accade (troppo spesso, purtroppo!) io mi trovo in difficoltà, poiché dipendo da quella persona, l’unica a sapere dove è riposto l’oggetto che sto disperatamente cercando; ciò che mi fa più arrabbiare è che, tra l’altro, quando cerco di sapere finalmente dove si trova, mi viene risposto semplicemente: “al suo posto”.

Comunque ho avuto modo di constatare che questa tendenza al disordine è in realtà molto diffusa tra i miei coetanei; secondo quanto affermano gli esperti, corrisponde al caos psichico ed interiore che caratterizza l’età dell’adolescenza, e al desiderio di ogni ragazzo di affermare la propria personalità e differenziarsi dai propri genitori; ho letto anche che spesso gli adolescenti più disordinati, crescendo, possono diventare di un ordine quasi ossessivo. Credo inoltre che l’eccessivo ordine faccia a pugni con la creatività di una persona e per questo, almeno gli adolescenti, dovrebbero starne alla larga, quindi gi adulti non dovrebbero preoccuparsi più di tanto di un figlio disordinato: l’importante è stare bene con se stessi, trovando il giusto equilibrio tra ordine e disordine.

Daniele Geraci IIIC
ICS Giotto-Cipolla
Palermo