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Perfetti sconosciuti

 

Torna nei cinema italiani un altro film di Paolo Genovese, regista italiano che ha debuttato in campagne pubblicitarie e si è poi ritrovato a dirigere diverse commedie, come ad esempio: “Immaturi” o il più recente “Tutta colpa di Freud”. Anche questa volta il regista cinquantenne ha provato a cercare il successo al cinema con una nuova commedia. “Perfetti sconosciuti” è una commedia all’apparenza tranquilla ma che si trasforma progressivamente diventando sempre di più una tragedia. Genovese porta sul grande schermo un tema molto attuale: quello dei telefonini. Ormai molti di noi rinchiudono i propri segreti più oscuri in quella “scatola nera” attraverso SMS, Whatsapp, selfie e social. Ma cosa succederebbe se ognuno potesse attingere alle informazioni sulla vita privata di tutti guardando nel loro smartphone? Questa commedia ne è l’esempio. Un gruppo di amici di infanzia si ritrovano insieme a cena con le rispettive compagne. Ad un certo punto la padrona di casa (Kasia Smutniak) dice che molte coppie si sfascerebbero se i componenti potessero guardare ognuno nei telefoni dell’ altro. Gli amici non sono d’accordo e dicono di fidarsi del proprio partner ciecamente, in particolare una coppia appena sposata che sta cercando di avere un bambino (Edoardo Leo e Alba Rohrwaher). Si propone allora di fare un gioco da fare durante la cena: tutti gli invitati dovranno lasciare il proprio cellulare sul tavolo e leggere pubblicamente tutti i messaggi e far ascoltare al resto del gruppo le chiamate in viva voce. Quello che sembra un gioco si tramuta in poco tempo in una sequenza di tabù svelati e rivelazioni imbarazzanti. “Perfetti sconosciuti” è una commedia diversa dalle solite: senza umorismo demenziale e con un significato più profondo. Come in ogni commedia che si possa definire tale, non mancano certo le battute sarcastiche che però in questo caso non servono solo a divertire il pubblico ma anche ad alleggerire la trama incalzante. Il film è interamente ambientato durante la cena con scambi di battute in stile teatrale. Una buona interpretazione da parte degli attori, tutti di grande esperienza. Paolo Genovese riesce nell’intento di trasformare l’iniziale atmosfera scherzosa e quotidiana che c’è fra gli amici in un ambiente angosciante e verso la fine addirittura tragico, così da rendere “Perfetti sconosciuti” un film di grande intrattenimento.

Giovanni D’Elia
Classe 1C – Liceo Classico Statale “Galileo” di Firenze