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Racconto di Natale

 

Era una fredda mattina d’inverno, in un piccolo paese di campagna. Ma non era una normale mattina come tante, era la mattina di Natale. Verso le 7:30 Giovanni si svegliò, si stropicciò gli occhi e si buttò giù dal letto, contento delle sorprese che lo aspettavano sotto l’albero. I suoi genitori si svegliarono poco dopo, ma Giovanni, trepidante, chiese subito dei regali. I genitori gli dissero di essere paziente, quindi andarono a fare colazione, poi si lavarono i denti, si vestirono e finalmente si sedettero davanti all’albero addobbato. Giovanni non stava più nella pelle, aveva sempre adorato il Natale con i regali e le decorazioni, e soprattutto amava non dover andare a scuola. I suoi genitori cominciarono ad aprire i loro regali; ricevettero soprattutto vestiti, cose che a Giovanni non interessavano. No, lui voleva i giocattoli. Giovanni cominciò a fantasticare sui suoi doni: “Quel piccolo pacco blu deve essere la Playstation che desideravo da tanto tempo, quel pacco rosso magari è quel libro di fiabe che avevo visto in libreria e che costava troppo, quello invece…” Si fermò. Poi riprese: “Ora basta immaginare, vediamo che cosa c’è veramente!”. Scartò velocemente il primo regalo. Era davvero la Playstation! Giovanni, contentissimo, ringraziò e baciò i suoi genitori. Il secondo regalo era il libro di fiabe, incredibile, anche questo c’era! Poi vennero il terzo, il quarto e il quinto regalo e Giovanni divenne ogni minuto più felice! Finito il bel momento, i suoi genitori uscirono di casa per andare a comprare il pane per il pranzo. Dissero a Giovanni di stare buono, tanto sarebbero tornati presto. Ma ecco che, subito dopo, quando lui era solo in casa ancora davanti all’albero addobbato, successe qualcosa di inaspettato. Era rimasto un altro pacco da scartare. Era rosso con attorno un nastro argentato che lo faceva brillare al buio. Spinto dalla curiosità, si avvicinò al pacco e lo aprì. Si meravigliò e si mise la mano in bocca mordendola, facendo cadere sul tappeto piccoli pezzi d’unghia. Non era un regalo per lui. C’erano delle foto e delle lettere riguardanti un bambino povero che veniva aiutato economicamente dai suoi genitori. Giovanni non era mai venuto a conoscenza dell’esistenza di questi fatti, anche se a volte aveva sentito parlare di “adozioni a distanza”, senza capire di preciso che cosa tutto ciò volesse significare. Quando i suoi genitori tornarono a casa, videro Giovanni correre verso di loro, abbracciarli ed esclamare: “Mamma, babbo, date i regali che stamattina ho ricevuto ai bambini che non ne hanno mai ricevuti!” I genitori gli risposero: “È bellissimo quello che hai detto, ma i regali che hai ricevuto, tienili tu. Ogni mese potrai rinunciare a metà della tua paghetta e darla a quel bambino!” Giovanni annuì con la testa e diede un altro abbraccio caloroso ai suoi genitori. Era felicissimo di quello che avrebbe fatto per quel bambino!

Francesco Cosenza
Classe 3B – Scuola Secondaria di primo grado “Pieraccini” di Firenze