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Fare sport e bere tanto cura l’iperattività!

 

Ce l’ha sempre detto il nonno: “staccati dalla televisione!”, “bevi tanta acqua che ti fa bene!”, “alla tua età io facevo più sport di te!”. E come dargli torto? L’American University di Washington ha, infatti, confermato che trascorrere poco tempo davanti alla TV e mantenere quotidianamente il proprio corpo saldo e costante nello sport aiuta i bambini affetti di ADHD.
L’ADHD (o sindrome da deficit di attenzione e iperattività) è un disturbo che provoca ai piccoli numerose difficoltà nell’apprendimento, nell’integrazione e – a seconda dei casi – può anche impedire il corretto sviluppo della persona, provocare attacchi d’ansia, disturbi bipolari, ecc. Si è spesso tentato di curare la sindrome attraverso la somministrazione di psicofarmaci, ma questo genere di trattamento è sempre stato sottoposto a non poche critiche, specialmente riguardo alla distribuzione ai bambini.
Così, già a partire dal 2007, si è cercato di andare alle cause dei disturbi di iperattività per poter agire direttamente sulle abitudini dei più piccoli, senza dover ricorrere esclusivamente ai tanto discussi medicinali. Sulla blasonata rivista medica “The Lancet” fu, infatti, pubblicato uno studio che evidenziava l’influsso degli additivi alimentari sui disturbi di ADHD. Prendendo a campione qualche centinaio di bambini e ragazzi, fu evidente l’apporto di bevande ricche di coloranti sullo sviluppo dell’iperattività e fu, di conseguenza, consigliata una dieta che non ne contenesse.
Tornando, dunque, alle ricerche condotte negli USA, si è mostrato come i cosiddetti “consigli della nonna” possano avere grande efficacia nel contrastare, anche senza l’utilizzo di psicofarmaci, lo sviluppo della sindrome d’iperattività. Lo studio ha, infatti, rivelato che i bambini affetti da ADHD hanno nella maggior parte dei casi una vita molto sedentaria: in media, infatti, leggono meno di un’ora al giorno, trascorrono più di due ore davanti alla televisione e non praticano molta attività fisica nel corso della settimana.
I ricercatori dell’American University hanno, dunque, elaborato una vera e propria lista di raccomandazioni per i bambini affetti da iperattività, consigliando un’ora di sport al giorno, non più di una o due ore di TV quotidiane, dalle nove alle undici ore di sonno e dai sette ai dieci bicchieri di acqua. In sostanza, “fargli adottare abitudini di vita sane” – come sostiene Kathleen Holton, la statunitense alla guida dello studio – “può essere una strategia efficace, insieme ai medicinali tradizionali”.
Un capitolo a parte va, inoltre, dedicato all’influenza delle bibite che, dopo nove anni dall’articolo su “The Lancet”, tornano a dire la loro su un argomento così delicato. Stavolta, però, sono i succhi zuccherati a dover essere banditi; i bambini affetti da ADHD, infatti, consumano generalmente più bevande con dolcificanti artificiali, che non agevolano la lotta al disturbo.
Insomma, combattere l’iperattività genuinamente è possibile e sono proprio i rimedi più noti e antichi a venirci ancora una volta incontro. Del resto – si sa – i nonni hanno sempre ragione!

Andrea Ceredani
Classe 5D – Liceo Classico “Galileo” di Firenze