giornalisti-in-erba

Storia di Iqbal

 

Parla di un misero ragazzino di nome Iqbal Masih, venduto ad una fabbrica di tappeti per soli 26 dollari, costretto a lavorare da mattina a sera incatenato ad un telaio. Lì Iqbal conoscerà altri ragazzi, più o meno grandi, tutti con storie differenti. Iqbal però si sente triste a stare sotto un tendone a cuocersi la pelle, trattato come poco più di un oggetto. Infatti un giorno Iqbal decide di provare a scappare, ma viene subito beccato dalla polizia, pagata per chiudere gli occhi, che lo riporta nella fabbrica. Così Iqbal scopre com’è stare sette giorni nella tomba, la “prigione sotterranea“ per quei poveri ragazzi. Quando Iqbal tornò al telaio, decise un’altra volta di scappare, ma quella volta fu quella buona, anche se poi Iqbal venne ripreso dai poliziotti, ma fu lì che poi riuscì a far scappare tutti dalla fabbrica di tappeti, e Hussain, il loro capo, fu arrestato. Tutti i ragazzi della fabbrica si unirono, ed insieme a tante persone che li avevano aiutati a scappare, vollero aiutare tutti gli altri ragazzi finiti nella loro stessa condizione. Riuscirono a salvare tanti altri ragazzi, e formarono una specie di associazione. Dopo Iqbal decise che avrebbe passato alcuni giorni dalla sua vera famiglia, poi sarebbe ritornato riprendere la sua associazione, salvando altri ragazzi in difficoltà, ma mentre stava girando per le sue vecchie strade di famiglia una macchina nera gli passò accanto, e con un solo colpo di pistola lo uccise…
Mi è piaciuto moltissimo: è un bel libro e molto semplice. È un romanzo che fa ragionare sulle cose, anche se mette tristezza. Consiglio a tutti questo libro. Leggetelo, ha un ritmo molto scorrevole e semplice.

Maria Bertagni 1D
Classe 1D – Scuola Secondaria di primo grado “Puccini” di Firenze