Una cassapanca inquietante

Sara entrò in quella stanza nascosta e per la prima volta si trovò davanti a quella cassapanca che a lei era proibito anche guardare. Era la sua grande occasione.
La cassapanca era marrone scuro, quasi nero, ed era lungo quanto un corpo disteso su un pavimento o su un letto. Sara era bionda con gli occhi verdi e un po’ alta; aveva dodici anni.
La ragazzina deglutì e dopo circa sette secondi aprì la cassapanca: dentro c’era un corpo morto con il sangue sparso dal cuore a tutto il braccio, fino alle dita, ma era sangue coagulato. Il cadavere aveva gli occhi chiusi ed accanto ai piedi c’era un bigliettino; Sara lo prese e lo lesse ad alta voce: c’erano scritte parole incomprensibili!
Allora, lei, posò il bigliettino dove lo aveva trovato e chiuse la cassapanca, pensando fosse solo un gioco di suo fratello maggiore.
Era sera. Sara andò nella stanza di Vincenzo, il fratello più grande della famiglia, e gli chiese cosa fosse quel presunto fantoccio. Vincenzo si girò e le chiese :-Quale fantoccio? –
E lei, convinta che stesse mentendo, rispose :-Sì, il fantoccio nella cassapanca, il fantoccio insanguinato : quello che sembra un cadavere!-.
Lui la guardò con un occhiataccia, quella che voleva dire “te lo sarai immaginato” oppure “sei da rinchiudere in manicomio”. Sara indietreggiò di due passi e disse :-Forse l’ho immaginato, o lo ho sognato. Ciao!-.Si voltò e se ne andò.
Di notte sentì che un corpo freddo le toccava i piedi. Si alzò, ma non c’era nessuno.
Di giorno andò nella stanza nascosta e aprì la cassapanca : non c’era nessuno.
La sera riandò a controllare e nemmeno in quel momento c’era qualcosa, o meglio, qualcuno. Quando si girò il cadavere era dietro di lei, in piedi, che non la fissava con quegli occhi insanguinati. Sara prese un sacco, vi rinchiuse il morto e lo buttò in un fiume, lontano da casa sua. Ma prima di girarsi si sentì un coltello alla schiena e cadde a terra. Il morto-vivente la portò dentro quella cassapanca e lasciò il bigliettino che la poteva riportare “in vita”.
Il fratello cercò Sara per tutta la sera e vide su un muro un accesso ad una stanza nascosta.
Vincenzo entrò in quella stanza nascosta e per la prima volta si ritrovò davanti a quella cassapanca che a lui era proibito anche guardare. Era la sua grande occasione.

Alessandra Polizzi IIA

ICS Giotto-Cipolla – Palermo