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Una radio in rete

Parliamo di comunicazione, pensiamo ai mass-media, discutiamo di mass-media e ne individuiamo due: televisione, presente ormai in ogni singolo momento della nostra vita, e radio, meno prepotente e lontana dalle nostre abitudini.
Quest’ultima è stata soppiantata quasi totalmente da una sua evoluzione: la Radio-web.
Difatti essa è estremamente diffusa all’estero, in parte grazie della nuova conformazione delle auto, luogo che registra il maggior numero di ascolti (dato anche il decrescente numero di apparecchi radio in circolazione) e dove è sempre più spesso disponibile un collegamento a Internet.
In Italia non si sente parlare ancora di tutto questo, troppo l’affetto per la linea FM, tra gli italiani è molto raro che sia estesa la conoscenza del nuovo mezzo di comunicazione,ma, poiché il nostro liceo nella seconda metà di quest’anno potrà vantarsi di una propria radio-web, se si raggiungerà il numero minimo di persone partecipanti a questo progetto (20 studenti ca.), questo è stato al centro dell’ultimo comitato studentesco.
4 Dicembre, ultime due ore: entra un uomo dall’aria simpatica, di bassa statura e fornito di un sorriso a trentadue denti.
Si introduce con un caloroso:“Buongiorno, ragazzi!”
Giulio Ceccanei, rappresentante del progetto per la radio-web nelle scuole, nonché direttore di “Radio Kennedy” dell’omonimo liceo scientifico. Mi prendo la responsabilità di descrivere la sua voce: da radio, da doppiatore, insomma una voce che ci aspetteremmo tutti su un attore hollywoodiano.
Dopo una breve spiegazione sul funzionamento e le differenze delle due tipologie di trasmissione, elenca i ruoli che si possono avere in una stazione soffermandosi su ognuno.
Per esempio, un compito molto importante è quello dello speaker,che dev’essere dotato di una buona conoscenza dell’italiano, delle sue parole e accenti. Infatti nelle 40 ore di corso (20 in aula e 20 in radio) sono previste lezioni di dizione per interagire al meglio con il pubblico ascoltatore. In più essere speaker comporta il saper creare con la voce che, a seconda delle variazioni e dei toni, può sedurre, divertire o impressionare.
“Chi ha una buona penna” dice Ceccanei “potrebbe occuparsi della Redazione da dove escono articoli di 200/300 battute” alla cui base deve esserci un’attenta analisi e valutazione delle fonti, perché si tratta comunque di divulgazione di informazioni.
Andando avanti ci sono il fonico, il tecnico, lo Station Manager che controlla, con il direttore artistico, i dati d’immissione.
Il lavoro è tanto e bisogna essere tanti per farlo. E ancora ci sono i segretari di produzione (o edizione) che sanno tutto: i nomi,i compiti, le postazioni. Dirigono,collaborando con la regia, da dietro le quinte.
“Questi, ragazzi, sono i lavori del futuro” e le qualità necessarie sono curiosità, dedizione e passione.
Non c’è nulla da dare per scontato e si tratta di una totale innovazione. Infatti, secondo Ceccanei, in un mondo dove la disoccupazione è lo spauracchio di tutti sono gli impieghi che in un primo momento vengono presi per assurdi a garantire una rivoluzione lavorativa, partendo dai ragazzi che spesso sono tenuti in disparte nonostante siano i veri protagonisti di quest’epoca.

Elena Martorana III F, Liceo classico Francesco Vivona Roma