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#MARTA4KIDS, un viaggio per raccogliere fondi

ROMA – Partire per ricominciare, perché dimenticare è impossibile e il ricordo di chi non c’è più è sempre vivo. E con quel ricordo, impresso nel cuore e nella mente, è importante fare del bene, aiutare il prossimo e portare avanti un sogno che neanche la morte ha saputo spezzare. Con questo obiettivo Christian Cappello ricomincia domani, 2 aprile giorno in cui sarebbe dovuto nascere suo figlio Leonardo morto al settimo mese di gravidanza insieme alla sua mamma Marta Lazzarin. Partirà da Bassano del Grappa e in un anno percorrerà circa 4mila chilometri per tutta l’Italia. Ogni settimana visiterà gli ospedali specializzati nella lotta alla fibrosi cistica e ogni giorno scoprirà un nuovo borgo che farà conoscere a tutti attraverso blogdiviaggi.com.

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 “Mi sento preparato per fare questo viaggio, mi sono allenato” racconta Christian Cappello all’Agenzia Dire. “La gente che mi ospita sta organizzando eventi di beneficenza ogni giorno, gente che non conosco, che sono riusciti ad organizzare aperitivi, mostre fotografiche, camminate” con l’obiettivo comune di condividere il progetto e raccogliere fondi per la ricerca per la fibrosi cistica attraverso la onlus #Marta4kids. “E’ una onlus certificata – ci tiene a precisarlo –  perché vogliamo essere trasparenti e cristallini”.

Era il 29 dicembre quando la vita di un’intera famiglia è stata stravolta. Marta e Christian oltre a condividere la vita condividevano il lavoro. Attraverso blogdiviaggi hanno raccontato il mondo visto con i loro occhi, hanno viaggiato e hanno fatto del viaggio il loro pane quotidiano.

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Aveva un sogno Marta, girare l’Italia a piedi per raccontare le bellezze del nostro Paese. La vita le ha riservato un percorso diverso ma Christian non si è arreso e ha deciso che tutto doveva continuare.

Ha continuato a scrivere, raccontando anche i momenti difficili, e ha deciso di rialzarsi per organizzare un’impresa faticosa ma possibile. Ha costituito la onlus #MARTA4KIDS che sarà anche l’hashtag del suo viaggio. Girerà l’Italia a piedi, zaino in spalla e Marta e Leonardo nel cuore. L’obiettivo è raccogliere fondi per la ricerca sulla fibrosi cistica, una rara e grave malattia. “Ho scelto di donare i fondi alla ricerca per la fibrosi cistica perché ho avuto la possibilità di vedere questi bambini in ospedale che non possono nemmeno respirare, voglio dare aiuto nel mio piccolo a loro. Essendo una malattia rara, che colpisce un bambino su 2500, i fondi in Italia, ma anche nel mondo, non sono abbastanza”.

“Sono sicuro che non camminerò mai da solo, oltre alla presenza ‘virtuale’, se così si può dire, di Marta e Leonardo, ci sarà sicuramente qualcuno che vorrà camminare con me, chi per pochi passi, chi per intere regioni”, scrive Christian sul suo blog. Da quando ha lanciato il suo appello ha infatti ricevuto tanto sostegno e supporto da parte non solo degli amici ma da tanti sconosciuti che gli hanno offerto ospitalità e compagnia.

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Un cammino dunque che condividerà con tutti coloro che vorranno. “Mi alzerò la mattina presto e comincerò a camminare, posterò la mia esatta posizione in tempo reale, abbiamo creato un app in modo tale che chi vuole può unirsi perché come fa bene a me, e mi da lo spirito giusto per andare avanti, può far bene anche agli altri; dopo quello che mi è successo anche un sorriso di un bambino o di chiunque incontro per strada mi fa bene”. Intorno alle 14 di ogni giorno Christian prevede di arrivare a destinazione: “Mangerò con la gente, o anche da solo va bene lo stesso perché per me è anche un viaggio mio interiore, poi visiterò i borghi meno conosciuti e li racconterò sul blog per dare la possibilità a tutti di vederli, anche a coloro che non possono”. La sera poi sarà dedicata agli eventi appositamente organizzati: “I primi 15 giorni hanno già organizzato tutto, ci saranno conferenze stampa nei luoghi dove arriverò e eventi di beneficenza organizzati dai sindaci o dalle persone comuni”.

La notte poi dormirà da chi gli ha offerto ospitalità, “i primi tre mesi e mezzo sono apposto, ho gente che mi ospita, in alcuni casi anche 4-5 opzioni e mi dispiace dover dir di no a qualcuno”, ed è forse questo l’aspetto che rende ancora più bello questo progetto, la grande partecipazione, la solidarietà e la disponibilità trovata in ogni parte d’Italia.

Christian ha scelto di andare a piedi perché “è il mezzo di trasporto più vecchio e tutti possono unirsi” come e quando vogliono. In due mesi e mezzo è riuscito – “ma non ho fatto tutto solo, ho chi mi aiuta”, ci tiene a sottolineare – a mettere in piedi un’iniziativa capace di ricevere 390mila visualizzazioni su facebook. Quando ha deciso di ri-partire, per i primi 15 giorni, pensava “di parlare con i sindaci, se potevano accogliermi e farmi vedere le cose belle dei loro paesi, per farle conoscere, ma i sindaci ci mettevano troppo, alcuni comprensibilmente non volevano perché non conoscevano il progetto”, allora ha cambiato rotta: “Ho postato su facebook la lista delle tappe del viaggio (consultabile qui)” e da quel momento in poi l’idea è diventata realtà.