attualita

Anche Gattatico rinnova il suo impegno per la legalità e contro la mafia

mafia gattaticoReggio Emilia – L’Emilia-Romagna rinnova l’impegno per la legalita’. Oggi, 23 maggio, giornata dedicata al ricordo delle stragi del 1992 in cui persero la vita in attentati mafiosi il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo, il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta che li accompagnavano, Casa Cervi a Gattatico in provincia di Reggio Emilia e’ per il secondo anno consecutivo una delle “piazze satellite” sparse in tutto il territorio nazionale dell’edizione 2016 di “Palermo chiama Italia”, progetto promosso da ministero dell’Istruzione e Fondazione Falcone, che dal 2002 si rivolge agli studenti con iniziative di cittadinanza attiva e promozione della lotta alla mafia. Quest’anno la piazza reggiana sara’ collegata insieme a Milano, Firenze, Pescara, Roma, Napoli, Barile (Potenza) e Bari con l’aula bunker del carcere dell’Ucciardone di Palermo, dove si svolgera’ la premiazione del concorso “Diamo forza al nostro impegno” bandito da Miur e Fondazione Falcone.

A Casa Cervi, luogo simbolo della resistenza e dell’antifascismo, ma anche di quella Reggio Emilia definita “epicentro” delle infiltrazioni della n’drangheta in regione, vengono in particolare presentati gli elaborati di circa 150 studenti provenienti dalle scuole di Bressanone, Bolzano e Trento (dal Trentino), oltre che di Badia Polesine, Verona e Peschiera del Garda (dal Veneto) e Reggio Emilia, Scandiano e Monterenzio(per l’Emilia-Romagna). Ai ragazzi impegnati nel concorso sara’ dato un attestato di partecipazione. A rappresentare le scuole reggiane sono i progetti sulla legalita’ del Liceo Magistrale “Matilde di Canossa”. Nel 70esimo anniversario del voto alle donne il programma della giornata prevede inoltre le testimonianze “al femminile” di Giacomina Castagnetti, partigiana e attivista per i diritti delle donne di Reggio Emilia, Nicoletta Polifroni, familiare di una vittima di mafia di Reggio Calabria e Federica Cabras, ricercatrice all’osservatorio sulla criminalita’ organizzata dell’universita’ Statale di Milano.

Dopo l’edizione 2015 della manifestazione, che si e’ svolta nel 70 esimo anniversario della Liberazione e ha chiamato gli studenti ad essere “nuovi partigiani della legalita’”, si torna ad alzare la guardia contro le mafie, anche nei territori in cui la loro presenza era insospettabile.  E’ il caso di Reggio Emilia dove, dopo la conclusione a Bologna dei riti abbreviati che hanno portato a 58 condanne e 13 assoluzioni, e’ in corso il dibattimento del maxi processo “Aemilia” contro la n’drangheta che vede alla sbarra 147 imputati. E dove, come ha spiegato nei giorni scorsi il prefetto reggiano Raffaele Ruberto, il territorio “non e’ ancora fuori dal tunnel”.  Lo dimostrano le 9 interdittive antimafia gia’ emesse da gennaio a marzo dalla Prefettura (e altri 8 procedimenti sono in corso di istruttoria), contro i 18 provvedimenti spiccati in totale nel 2015 contro aziende ritenute vicine alle cosche. Quasi in contemporanea con l’avvio del processo, altre vicende giudiziarie hanno travolto anche Brescello, paese di Peppone e Don Camillo, che e’ stato il primo Comune dell’Emilia-Romagna sciolto per mafia.

Striscioni, video, e perfino esibizioni di danza e canzoni rap sul tema della legalita’. Per terminare con l’immancabile “pastasciutta antifascista”. Cosi’ circa 150 studenti delle scuole di Trentino, Veneto, ed Emilia-Romagna, hanno trascorso questa mattina a Gattatico.  A chiudere i lavori della giornata gli interventi della presidente dell’Istituto Cervi Albertina Soliani e del presidente della provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi. “Noi siamo pericolosi per la mafia, chi pensa e’ pericoloso”, ha detto Soliani. “Abbiamo capito che la mafia e’ anche qui, ma bastano coscienze sveglie per combatterla”.  Per Manghi “dalle scuole deve partire una nuova resistenza contro le mafie che qui non sparano ma minano le basi della democrazia e della liberta’”.  Terminati gli interventi, i ragazzi hanno lasciato Casa Cervi sulle note di “Bella Ciao”.