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Diregiovani a Rio 2016. Jeanine Cicognini: “Onorata di rappresentare l’Italia alle Olimpiadi”

jeanine_cicogniniROMA – La sfida di Rio si avvicina sempre più, la delegazione tricolore è fatta, i portabandiera decisi. Non serve altro che fare le valigie e prepararsi per quello che sarà un evento planetario a tutto tondo. Diregiovani.it prosegue il suo viaggio all’interno della grande galassia dei duecentonovantasette convocati per l’olimpiade carioca. Si va dai trentacinque del nuoto, ai ventiquattro della pallavolo, passando per i ventisei della pallanuoto. C’è un’unica disciplina che ha qualificato, per i giochi brasiliani, una sola atleta, ed è il badminton.

Jeanine Cicognini, un passato nelle nazionali elvetiche ma, fortunatamente, un futuro a tinte azzurre (nel 2009, sfruttando la doppia nazionalità effettua la scelta di campo), ha scelto di gareggiare e crescere con il tricolore sul petto. Sarà “il badminton italiano” in Brasile, con gli occhi del settore tutti puntati su di lei. Questo non la spaventa, però; al contrario, la responsabilizza ancora di più, stimolandola a fare bene. Diregiovani.it l’ha contatta, in esclusiva per i propri lettori: ecco, a quindici giorni esatti dall’inizio dei Giochi, lo stato d’animo dell’atleta azzurra.

Jeanine, la tua prima Olimpiade è quella di Pechino 2008. Che ricordi hai di quella esperienza? Come ti senti ora che parteciperai per l’Italia?
“Pechino 2008 è stata la mia prima avventura a cinque cerchi con la Nazionale Svizzera. Ero molto giovane e tutto era nuovo: vivere l’adrenalina di una competizione olimpica è stata un’esperienza bella, unica, il mio sogno avverato! Ho vinto il primo incontro contro la portoghese Ana Moura e perso contro la canadese Anna Rice. In qualche modo ho pagato il prezzo dell’inesperienza, ma senza dubbio ho vissuto un’emozione unica. Sono molto onorata di rappresentare l’Italia alle Olimpiadi di Rio 2016. L’Italia rappresenta le mie radici, mio nonno è italiano ed è per me un grande orgoglio far parte di questo team”.

Quali sono le Nazioni che, secondo te, sono favorite nella corsa al podio?
“In prima linea c’è la Cina, come al solito. Ma spero anche che il badminton europeo possa vincere qualche medaglia, tenendo conto che la Spagna si presenta con la campionessa mondiale”.

Come detto, durante la 29esima edizione dei Giochi Olimpici, hai gareggiato a Pechino, città unica al mondo per molti aspetti,. Smog, sovraffollamento, caos: come ti immagini, invece, Rio de Janeiro?
“In Cina era tutto perfetto, tranne lo smog. A Pechino sono uscita poco e non ho vissuto la città mentre a Rio spero di divertirmi. Ma ovviamente il pensiero va già alla gare e adesso sono molto concentrata, pronta a far bene e onorare al meglio la maglia azzurra”.

Se dovessi dare una definizione, diresti che il badminton è…?
“E’ il mio sport, il più bello sport del mondo”.

Se non avessi praticato sport a livelli così alti, cosa ti sarebbe piaciuto diventare?
“Studio Fisioterapia in Germania e mi mancano pochi esami per concludere i miei studi. E’ una professione che mi ha sempre affascinata e nella quale penso di poter riuscire bene, tenendo anche conto di quanto sia così addentro e così fondamentale nel mondo dello sport”.