spazio e scienza

Terremoto 24 agosto 2016: da COSMO SkyMed le prime immagini dei danni

foto terremoto dal satellite

Cosmo-skyMed si basa su una costellazione di quattro satelliti identici, dotati di radar ad apertura sintetica (SAR) che lavorano in banda X, in grado quindi di vedere attraverso le nuvole e in assenza di luce solare. Il sistema duale – civile e militare – è sviluppato dall’industria nazionale e gestito dall’Agenzia Spaziale Italiana in cooperazione con il ministero della Difesa e il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Si tratta di un sistema con caratteristiche di flessibilità e di utilizzo uniche al mondo, con tempi di risposta rapidissimi e in grado di effettuare fino a 450 riprese al giorno della superficie terrestre, pari a 1.800 immagini radar, ogni 24 ore.

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Il vero punto di forza di COSMO-Skymed è la straordinaria flessibilità di utilizzo. L’occhio del radar può operare in modalità spotlight (concentrandosi su un’area di pochi km quadrati, e osservandola con risoluzione fino al singolo metro), stripmap (osservando una striscia continua di superficie terrestre) o scanSAR (coprendo una regione di 200 km di lato).

Brevissimi sono anche i tempi di risposta, cioè il tempo necessario per configurare la costellazione in modo da ottenere immagini dell’area desiderata: da 72 ore quando si opera in condizioni di routine, fino a meno di 18 ore in condizioni di emergenza. Altro punto di forza è il breve tempo di rivista (l’intervallo tra due passaggi sullo stesso punto), inferiore alle 12 ore, che consente di monitorare costantemente l’evoluzione della situazione in una particolare area. Attualmente, nessun sistema satellitare può vantare caratteristiche così avanzate.

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La realizzazione di COSMO-SkyMed ha già consentito all’Italia importanti accordi internazionali nel campo dell’osservazione della Terra nell’ambito militare e civile, in particolare con la Francia e con l’Argentina. Con quest’ultimo paese l’Agenzia Spaziale Italiana ha in corso una collaborazione nel settore civile per la realizzazione del sistema SIASGE, Sistema Italo-Argentino di Satelliti per la Gestione delle Emergenze, nato nel 2005 da un accordo tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la sua omologa argentina (CONAE).


Forte scossa di terremoto nel Centro Italia. L’epicentro del sisma di magnitudo 6.0 è la provincia di Rieti, nella zona al confine con l’Umbria, le Marche e l’Abruzzo. La profondità della scossa, avvenuta alle 3 e 36, è di appena 4 chilometri. La scossa è stata seguita da un’altra di magnitudo 3.9 in provincia di Perugia. Altra replica alle 4.33 di magnitudo 5.4, con epicentro vicino Norcia a nove chilometri di profondità.

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Rese disponibili dall’Agenzia Spaziale Italiana le prime immagini satellitari delle aree colpite dal sisma del 24 agosto scorso: gli “occhi” del sistema COSMO-SkyMed, al lavoro dalle prime ore successive al disastroso sisma che ha colpito le aree appenniniche del centro Italia, sono stati configurati in modalità di emergenza e puntati alle zone interessate dal terremoto delle 3.36 della scorsa settimana. I dati acquisiti sono stati elaborati e analizzati con il supporto della Protezione Civile e l’INGV per gestire l’emergenza.

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La colorazione in rosso del centro di Amatrice identifica i danni. La maggior intensità del rosso rappresenta i danni più gravi.

LA DESCRIZIONE DELLE IMMAGINI del SISTEMA COSMO-SkyMed

“Il sistema COSMO-SkyMed, attivato la stessa notte del terremoto, ha iniziato ad acquisire immagini di precisione a partire dal 26 agosto, evidenziando le aree colpite, sia a livello dei singoli centri abitati che dell’insieme del vasto territorio interessato dal sisma – ha dichiarato il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston.


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Questo monitoraggio quotidiano di precisione continuerà nei prossimi mesi in accordo con le richieste della Protezione Civile e dei Centri di Competenza dell’INGV e del CNR per permettere l’identificazione delle faglie attive e monitorare gli effetti della sequenza di scosse seguite a quella iniziale. Si tratta di unostrumento fondamentale a disposizione del nostro Paese per la valutazione del danno sismico e successivamente per lo sviluppo di un modello geofisico delle aeree colpite”.

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“I centri di eGEOS dalla prime ore dopo il sisma hanno ininterrottamente supportato da Matera e dalla “emergency room” di Roma l’Agenzia Spaziale Italiana, la Protezione Civile e i centri di competenza nazionali nella gestione dell’emergenza”, ha dichiarato il Direttore del settore Spazio di Leonardo-Finmecccanica, Luigi Pasquali. “Il nostro Centro per le emergenze produce mappe e dati di dettaglio delle zone colpite dal sisma, utilizzando tutte le tecnologie disponibili, aeree e satellitari ed in primis l’assetto della costellazione COSMO-SkyMed.

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I dati ricevuti dal Centro Spaziale di Matera e successivamente elaborati forniscono informazioni sui danni, sullo stato delle infrastrutture e su quanto avvenuto su grande scala. Un esempio del livello delle applicazioni e servizi spaziali che l’azienda e il paese esprimono oggi frutto di investimenti e sviluppi tecnologici allo stato dell’arte e che ci pongono all’avanguardia nella gestione delle emergenze a livello mondiale. “

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La costellazione COSMO-SkyMed è il primo sistema di osservazione satellitare della Terra concepito per scopi duali, cioè civili e militari. I suoi quattro satelliti sono quattro “occhi” in grado di scrutare la Terra dallo spazio metro per metro, di giorno e di notte, con ogni condizione meteo. Per aiutare a prevedere frane e alluvioni, a coordinare i soccorsi in caso di terremoti o incendi, a controllare dall’alto le aree di crisi. Sviluppato dall’Agenzia Spaziale Italiana in cooperazione con il Ministero della Difesa, COSMO-SkyMed si basa su una costellazione di quattro satellitiidentici, dotati di radar ad apertura sintetica (SAR) che operano in banda X (in grado quindi di vedere attraverso le nuvole e in assenza di luce solare). Il sistema è in grado di effettuare fino a 1.800 immagini radar, ogni 24 ore.

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La costellazione satellitare italiana ha dato il suo contributo agli ultimi grandi eventi sismici verificatisi non solo in Italia ma nel mondo. Nel 2008, ad esempio, per il terremoto del Sichuan in Cina Cosmo-SkyMed svolse un ruolo di monitoraggio e di trasmissione di informazioni altrimenti non reperibili viste le condizioni del terreno e meteorologiche; per il sisma che sconvolseL’Aquila nel 2009 Cosmo fornì dati sulle zone colpite e in seguito permise l’identificazione della faglia che ha originato il sisma. Ancora, nel 2010 la prima immagine post-terremoto di Haiti arrivò appena due giorni dopo l’evento e la costellazione di satelliti scandagliò per settimane l’area fornendo materiali utili alla valutazione dei danni; nel 2011, per lo tsunami in Giappone, il governo nipponico – nell’ambito di un accordo con l’agenzia spaziale giapponese Jaxa – chiese due immagini e l’Italia ne fornì 200, relative all’intera costa orientale, consentendo così di mappare l’evoluzione della situazione nelle zone allagate nel corso di circa due settimane. A questa prima richiesta si aggiunse quella della AIEA (International Atomic Energy Agency) di avere le immagini della centrale di Fukushima.