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La nuova scoperta del momento è il latte di giraffa

Roma – Molte persone recentemente, hanno cominciato a diventare curiosi riguardo nuovi tipi di latte animale. Per essere precisi, latte di giraffa. Molte delle ultime ricerche su Google, riportano la domanda: ”E’ possibile mungere una giraffa?”. Tra le altre cose, sembra che non sia la prima volta che qualcuno si pone questo quesito.

Nel 1962 infatti, un gruppo di ricercatori ha munto una giraffa mentre si trovava sotto anestesia per un’operazione, esclusivamente per scoprire cosa contenesse il suo latte. I risultati, hanno mostrato che il latte di giraffa ha una grande percentuale di grasso – il 12,5% per essere precisi. Se considerate che il latte di mucca intero, ne contiene il 3.5 % vi renderete conto quanto elevata sia questa percentuale! Il latte di giraffa, sembra però contenere la stessa quantità di vitamina B6, riboflavina e tiamina del latte di mucca, ma riporta livelli più alti di vitamina B12 e A.

Quindi, il latte di giraffa, contenendo quattro volte più grasso di quello di mucca, potrebbe essere dannoso per l’uomo? Uno studio pubblicato dalla Tufts University nel 2016, che ha tenuto sotto osservazione 3,333 persone per due decenni, ha dimostrato che coloro che consumavano prodotti a base di latte con un alto tasso di grasso, avevano il 46% in meno di possibilità di contrarre il diabete, rispetto a coloro che ne consumavano meno. Quindi, il latte di giraffa in realtà potrebbe anche farci bene. Ma allora perché, l’uomo si ostina a mungere principalmente le mucche? Non si tratta del fatto che non possiamo bere il latte di altri mammiferi, la motivazione è semplicemente che qualsiasi altro latte proveniente da altri animali, avrebbe sicuramente un sapore meno piacevole al palato dell’uomo.

Fonte metro.co.uk