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Presentato il romanzo “Le radici del mirto”

ROMA – «Come si può affrontare in letteratura un tema così delicato come quello della violenza sulle donne?», con questo interrogativo, posto dal professore Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi (ANP), è stata introdotta ieri sera la presentazione del romanzo “Le radici del mirto” (ERGA, 2017) di Maria Grazia Corradi al Caffè Letterario a Roma.

Si tratta del romanzo d’esordio della scrittrice, già insegnante e dirigente scolastico a Genova, che si è aggiudicato la “targa d’onore” del premio Stresa di Narrativa di quest’anno. «Il fulcro del libro sono tre storie di vita parallele, tre storie di donne che si ribellano contro la sopraffazione e la violenza, nella cornice storica dell’Italia fascista», spiega Giorgio Rembado. Una tematica che ha interessato Maria Grazia Corradi per la sua «attualità spaventosa, che la rende una tragedia senza fine».

La discussione, oltre all’analisi letteraria dell’opera, ha infatti toccato i più recenti fatti di cronaca e i dati allarmanti sul numero di violenze e femminicidi in Italia. La scuola e l’educazione sono state al centro del dibattito, dato il percorso professionale dell’autrice, che ha sottolineato più volte la necessità di «intervenire nelle scuole, attraverso una proposta culturale valida, per bilanciare la narrazione mediatica, spesso sbagliata, del fenomeno». Rembado ha parlato anche del bisogno di una «corresponsabilità maggiore fra tutte le persone che ruotano intorno alla scuola, dagli studenti ai professori e ai genitori, per fare in modo che nessuno giri la testa dall’altra parte» di fronte a indizi di violenze o bullismo. Abbiamo chiesto all’autrice e al professore Rembado di approfondire queste ultime tematiche, strettamente connesse al mondo della scuola e al ruolo della formazione.