spazio e scienza

Morto Stephen Hawking, l’astrofisico malato di SLA che studiò le origini dell’Universo

Morto Stephen Hawking

Stephen Hawking nato 8 gennaio 1942, il giorno della morte di Galileo (8 gennaio 1642), morto il 14 marzo 2018, giorno della nascita di Einstein (14 marzo 1879): le incredibili coincidenze…

E’ morto all’età di 76 anni, l’astrofisico di fama mondiale Stephen Hawking. A comunicarlo è un portavoce della sua famiglia. È morto nella sua abitazione a Cambridge. Stephen Hawking ha convissuto per oltre 55 anni con la SLA.

I figli di Hawking, Lucy, Robert e Tim hanno comunicato in una nota: «Siamo profondamente rattristati dal fatto che il nostro amato padre sia morto oggi. Era un grande scienziato e un uomo straordinario il cui lavoro vivrà per molti anni. Il suo coraggio e la sua perseveranza con la sua brillantezza e il suo umorismo hanno ispirato persone in tutto il mondo».


Stephen William Hawking è stato un fisico, matematico, cosmologo e astrofisico britannico, fra i più importanti e conosciuti fisici teorici del mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri e l’origine dell’universo.

Tra le sue idee più importanti vi sono la radiazione di Hawking, la teoria cosmologica sull’inizio senza confini dell’universo (denominata stato di Hartle-Hawking), la termodinamica dei buchi neri e la partecipazione all’elaborazione di numerose teorie fisiche e astronomiche con altri scienziati, come il multiverso, la formazione ed evoluzione galattica e l’inflazione cosmica, tutte teorie da lui spiegate con chiarezza e semplicità anche in numerosi testi di divulgazione scientifica per il grande pubblico.



L’Uomo sta affrontando uno dei secoli più pericolosi della propria storia, la maggior parte delle minacce alla nostra sopravvivenza proviene da derive incontrollabili dell’avanzamento nella ricerca e nella tecnologia, come virus geneticamente modificati, le devastazioni del cambiamento climatico, la minaccia del terrorismo nucleare e l’intelligenza artificiale.

nuovi pianeti

Le probabilità di una seria minaccia all’umanità saranno molto concrete tra 1000-10.000 anni, ma prima che l’uomo possa stabilire colonie spaziali autonome e autosostenibili passeranno almeno un centinaio d’anni. Il momento più delicato della nostra esistenza come specie è, dunque, adesso, poiché ci troviamo vulnerabili e senza via d’uscita.

“Sono convinto che per l’uomo sia arrivato il momento di lasciare la Terra”, queste le parole di Stephen Hawking allo Starmus Festival di Trondheim, in Norvegia

La Terra – ha proseguito – sta cominciando a diventare troppo piccola per noi, le nostre risorse fisiche stanno rapidamente esaurendosi”. Stando a quanto riportano i media britannici, secondo lo scienziato non ci sarebbero più le condizioni, su questo pianeta, per superare le possibili crisi che ci attendono.”



Quando abbiamo superato crisi come quella attuale, ad esempio– spiega-, generalmente avevamo a disposizione qualcos’altro da colonizzare. Colombo lo ha fatto quando ha scoperto il nuovo mondo nel 1492. Ma non c’è più nessun mondo nuovo, per noi. Non c’è più nessuna Eutopia dietro l’angolo. Stiamo correndo verso lo spazio e l’unico posto dove possiamo andare è un altro pianeta”, ha confermato.