Spazio 2019: ecco l’anno che sarà – SECONDA PARTE [VIDEO]

“Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’umanità”. Risuonano ancora le prime parole pronunciate da Neil Armstrong, il primo uomo a toccare il suolo lunare… Era il 20 luglio 1969.

“Mentre compio l’ultimo passo umano sulla superficie, per tornare a casa in attesa delle future esplorazioni – ma crediamo non troppo nel futuro – voglio dire ciò che credo la storia ricorderà, che la sfida Americana odierna ha forgiato il destino degli uomini di domani. E, mentre lasciamo Taurus-Littrow sulla Luna, la lasciamo come arrivammo e, Dio volendo, come ritorneremo, in pace e speranza per tutta l’umanità. Dio assista l’equipaggio di Apollo 17”. Queste le ultime parole umane che la Luna ha ascoltato, a pronunciarle Eugene Cernan, l’ultimo uomo a camminare sul nostro satellite naturale… Era il 14 dicembre 1972.

Poi il nulla. Il programma Apollo e le successive missioni per l’esplorazione lunare vennero chiuse dagli Stati Uniti perché ritenute troppo costose e rischiose.

Il 2019 sarà l’anno del ritorno all’esplorazione della Luna a 50 anni dal primo sbarco. Le agenzie spaziali stanno infatti programmando una serie di missioni per tornare sulla Luna e utilizzarla anche come base per future missioni su Marte.



È di questi giorni la notizia che l’orbiter della missione Chang’e 4 dell’Agenzia spaziale cinese (CNSA), lanciata il 7 dicembre scorso, è entrato nell’orbita lunare dove resterà alcuni giorni per verificare eventuali ostacoli in previsione dell’allunaggio di un lander. L’impresa non ha precedenti, infatti sarà la prima missione a far scendere un lander sulla faccia nascosta della Luna. Lo sbarco dovrebbe avvenire il primo gennaio prossimo, nel cratere Von Kármán, nei pressi del polo sud lunare.


Spazio 2019: ecco l’anno che sarà – PRIMA PARTE [VIDEO]


Tra gennaio e marzo 2019, dovrebbe partire anche Chandrayaan 2, dell’agenzia spaziale indiana (ISRO). La missione comprende una sonda che rimarrà in orbita intorno alla Luna, un lander che resterà fisso al suolo e un rover per esplorarlo. Il sito di atterraggio prescelto è nei dintorni del polo sud lunare.

Sempre all’inizio dell’anno è previsto il lancio su un Falcon 9 del lander lunare Sparrow, finanziato e costruito dall’organizzazione non profit SpaceIL e Israel Aerospace Industries, con il supporto tecnico dell’Agenzia Spaziale Israeliana. Gli israeliani per ora restano l’unico team finalista del Google Lunar X-Prize ad aver annunciato piani concreti per una missione anche se il premio ormai non può più essere reclamato. Il lander atterrerà nel Mare Serenitatis circa due mesi dopo il lancio.

La NASA ha iniziato una collaborazione con 9 aziende private tramite contratti CLP (Commercial Lunar Payload Services) per ottenere fondi e servizi che faciliteranno le future missioni spaziali lunari. I primi esperimenti dovrebbero avvenire già nel 2019 con razzi che spediranno carichi sviluppati dalle aziende in questione per raccogliere dati e informazioni utili per le missioni future.

“Non andremo sulla Luna in quanto destinazione finale del nostro viaggio. Lo faremo perché abbiamo delle ricerche scientifiche da svolgere lassù, abbiamo dei rischi da ridurre, tecnologie da sviluppare e aspetti della psicologia umana da comprendere. Andare sulla Luna sarà il miglior allenamento che ci permetterà di preparare tutto ciò che ci servirà per andare su Marte.” A dichiararlo è Jim Bridenstine, amministratore della NASA.

Certo, qualche dubbio resta. Come ha dichiarato su Airpress l’astronauta italiano dell’Esa Roberto Vittori, Luna e Marte sono “due mondi troppo diversi” per poter pensare di andare sull’uno per sviluppare le tecnologie necessarie ad andare sull’altra. Certo è che tornare sulla Luna dopo oltre 50 anni dal primo sbarco farebbe tornare all’uomo la voglia, e soprattutto la curiosità, che serve per andare oltre. Marte è un obiettivo, seppur lontano, ma rappresenta il prossimo passo stellare che l’uomo dovrà prima o poi fare.

E Noi persone “normali” che restiamo sulla Terra? In attesa di future missioni sull’esplorazione della Luna, non ci resta che goderci gli Eventi che nel 2019 faranno parte dei festeggiamenti per l’anniversario dei 50 anni del primo allunaggio e, magari con un po’ di romanticismo, continuare a lasciarci affascinare come succede da sempre dal nostro satellite naturale, come fu per Giacomo Leopardi in una delle sue liriche più famose:
O graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l’anno, sovra questo colle
io venia pien d’angoscia a rimirarti:
e tu pendevi allor su quella selva
siccome or fai, che tutta la rischiari…

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