Al Maker Faire arrivano le invenzioni dei ragazzi

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ROMA – L’attesa sta per finire. Dal 18 al 20 ottobre 2019 torna, alla Fiera di Roma, ‘Maker Faire Rome – The European Edition’, l’evento europeo più importante dedicato all’innovazione tecnologica, raccontata in modo semplice e informale, giunto alla sua settima edizione, organizzato dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera.

Visto il successo il format della manifestazione si integra, ma non si modifica nella sua struttura portante: il venerdì mattina del 18 ottobre si parte con l’Educational Day ovvero il tradizionale appuntamento di formazione gratuita dedicata alla visita in anteprima delle scolaresche da tutta Italia. Il pomeriggio di venerdì, dalle 14, Maker Faire si apre al grande pubblico fino a domenica 20 ottobre, ospitando il meglio dell’innovazione internazionale in sette padiglioni a tema per una superficie espositiva di oltre 100mila mq. La suddivisione dei padiglioni proposta dai curatori invita i visitatori a diventare parte attiva già a partire dai loro nomi: Re-think, Learn, Create, Discover, Make, Research.

Il Maker Faire Rome è la testimonianza di come la creatività, il lavoro e la forza delle idee siano capaci di generare nuovi modelli produttivi fondati su singole iniziative e progetti brillanti. La città di Roma si conferma, per il settimo anno consecutivo, polo attrattivo di nuove idee, contenuti e modelli economici: basti pensare che oltre mille progetti provenienti da oltre 40 nazioni sono arrivati dalle varie call e oltre 600, dopo attenta selezione, verranno esposti in fiera.

Sono, invece, 55 i progetti delle scuole superiori di secondo grado italiane e della Ue selezionati attraverso la Call for School realizzata in collaborazione con il Miur. E ci saranno anche i progetti di tre istituti scolastici extra Ue (Turchia, Canada e Libano). A tutti gli Istituti selezionati è garantito uno spazio espositivo gratuito e la possibilità di mettere in mostra, davanti a un vasto pubblico, la propria idea di futuro. Saranno, inoltre, presenti 27 progetti di altrettanti ITS, da tutta Italia, selezionati direttamente dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica.

Si potranno vedere da vicino i razzi costruiti dagli studenti dell’istituto ‘Massimiliano Massimo’ di Roma, gli studenti si metteranno anche a disposizione dei visitatori, sarà infatti possibile costruire con loro robot in Lego, lanciarazzi alimentati ad aria e la stazione spaziale con la virtual reality. Se non siete mai riusciti a risolvere il cubo di Rubik, ci pensano i ragazzi delle classi 4A e 3B dell’IIS ‘Marconi Pieralisi’ di Jesi con il loro MagikCube, il cubo di Rubik che si risolve da solo. Tutto lo studio degli spazi è stato effettuato grazie ad Autodesk Fusion 360 con cui i ragazzi hanno potuto assemblare virtualmente le diverse componenti, sia quelle strutturali, che quelle di hardware. Tutte le componentistiche interne sono state collocate su di un supporto interno che è servito anche da intelaiatura a cui sono stati collegati tutti i sei pezzi centrali delle facce. Il cubo si interfaccia tramite l’Esp32 al bluetooth del laptop che a sua volta invia i comandi necessari per la risoluzione del gioco.

Gli studenti dell’Isis ‘Guido Tassinari’ di Pozzuoli, Napoli, hanno pensato ai nonni sviluppando Nonnibot, il robot che aiuta gli anziani ad assumere le medicine quotidiane. Il progetto consiste in un sistema di Iot, Internet of things, il prototipo è formato da diversi dispositivi che interagiscono tramite la rete: kobuki, tablet, arduino, raspberry e kinect. E’ stato realizzato un robot dotato di capacità motorie e orientative, grazie al kinect e a kobuki, su cui è trasportato un dispenser farmacologico. Musicurao è il robot pianista costruito con un kit Lego mindstorm dai ragazzi del ‘Galileo Galilei’ di Catania e programmato in Smallbasic. Il robot si compone di due corpi principali: le mani che si muovono lungo la tastiera grazie a una rotaia.

Ma non sono solo studenti italiani, il MakerFaire ospita invenzioni da tutto il mondo come il Rainbow project MkII dei ragazzi del liceo di La Canea in Grecia. In pratica si tratta di un 8 bit Single board computer da zero che utilizza un zilog Z80 Cpu ed è stato progettato e costruito con componenti di base.

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Autore: Redazione Diregiovani
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