La città d'acqua è il romanzo d'esordio di Francesca Leita

La città d’acqua è il romanzo d’esordio di Francesca Leita

Un giallo ambientato a Venezia che porta alla ribalta temi di grande attualità, schierandosi dalla parte delle giovani generazioni
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Roma – Dal 15 ottobre arriva in libreria per Edizioni Corsare “La città d’acqua”, il romanzo d’esordio di Francesca Leita. Un giallo che porta alla ribalta temi di grande attualità, schierandosi dalla parte delle giovani generazioni e di un futuro più sostenibile.

È una sera di inizio estate quando la mamma di Ina, artigiana del vetro, subisce il furto del Libro dei Segreti, l’ultimo dei preziosi manuali in cui sono custodite le antiche tecniche veneziane per modellare bellissime e rare perle di vetro. Il volume ha un valore enorme e senza di esso è impossibile continuare a creare.

«Aveva appena acceso la luce dell’ingresso che sentì un urlo arrivare dal piano terra. Qualcosa all’altezza della pancia si contrasse e la gola si seccò. Un altro urlo, questa volta ben definibile, e poi un singhiozzo: era la voce di Laura. Ina reagì meccanicamente come se avesse da sempre saputo cosa bisognava fare, si voltò di scatto e si precipitò giù da basso. Spinse la porta e la vide. Laura era inginocchiata per terra con il viso nascosto tra le mani, attorno a lei c’era un disordine incredibile, le sedie erano state rovesciate, ogni scaffale divelto: tutto era sparso sul pavimento, ovunque c’era polvere di vetro».

Ina decide di partire, convinta che solo nella città lagunare potrà trovare una traccia e recuperare il libro perduto. Qui si ritroverà a fare un viaggio in una laguna nascosta e misteriosa, dove incontrerà strani personaggi legati alle tradizioni veneziane, che l’aiuteranno a svelare l’arcano e a restituire a Venezia le sue antiche arti.  

«Vivo a Venezia e da tempo mi interrogo sul suo stato di salute. La città pone ai suoi abitanti mille interrogativi sul turismo, sull’inquinamento, sul moto ondoso. È un ecosistema splendido ma fragile, sottoposto a pressioni economiche fortissime. – Racconta Francesca Leita – Nel libro cerco di far ragionare le giovani generazioni sulla possibilità di un turismo diverso, rispettoso e sostenibile. Ina lotta per la salvaguardia del suo ambiente e per il lavoro della madre, si batte per un mondo più sano e vivibile. È il simbolo di una solidarietà femminile e di un senso di giustizia che vanno lodati e perseguiti».

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