VIDEO | Come difendersi dalle notizie false?

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ROMA – In questa quinta puntata del nostro approfondimento sulle fake news in collaborazione con il noto debunker Paolo Attivissimo parleremo del modo con cui dobbiamo approcciarci a una notizia di cui ancora non sappiamo la veridicità o meno.

Piccolo spoiler: se non sei sicuro, non condividere subito, ma fai un minimo controllo, se non hai il tempo di farlo, aspetta che qualcuno lo faccia per te; se la notizia è virale non ci vorrà molto.

“Nessuno di noi debunker- ha esordito Attivissimo- pretende che ognuno dei lettori di un articolo, degli spettatori di un programma televisivo, diventi debunker anche lui o anche lei, non abbiamo tempo, la vita è troppo bella e troppo breve per essere dedicata a fare il debunking di massa. Noi tutti leggiamo le informazioni di corsa abbiamo il nostro feed di notizie, ci fermiamo molto spesso a guardare soltanto il titolo, quindi non è giusto pretendere che tutti facciano il controllo in teoria questo è un compito che spetterebbe al giornalista che confeziona la notizia. Il controllo lo possiamo fare però, senza diventare debunker, con alcuni piccoli comportamenti, anche senza investire tempo nella ricerca della soluzione a una singola notizia che leggiamo, possiamo semplicemente prendere un passo che è il più semplice in assoluto quello che richiede zero sforzo, non inoltrare, se leggo una notizia e non la inoltro ho fatto esattamente la stessa cosa che si fa oggi per fermare la catena dei contagi del coronavirus: ho interrotto la diffusione. Se invece prendo una notizia la mando i miei amici sto diventando uno super spreader oggi si direbbe in gergo tecnico di quella notizia perché le persone si fidano di un loro conoscente come fonte di notizie. Questo è il consiglio più semplice che posso dare: nel dubbio, nel minimo dubbio, non condividere anche se si pensa magari di aiutare una persona, di dare delle informazioni utili o di rinforzare la propria causa meglio stare nel silenzio. Nessuno si è mai fatto male per essere rimasto in silenzio”.

Quindi primo prezioso consiglio: non condividere perché potresti dare il via alla diffusione di una fake news. E allora cosa fare?

“L’altra cosa che consiglio- ha continuato– per chi vuole fare un piccolo sforzo in più è quello di usare il motore di ricerca. Quindi prendere una notizia, prendere le parole chiave di quella notizia, metterle fra virgolette, per esempio pescare una frase di quell’articolo o i nomi che sono citati nella notizia, e vedere se quella notizia è già stata indagata da qualche esperto del settore. Basta per esempio mettere fra virgolette il nome e cognome citati all’interno di una notizia, seguiti da bufala o hoax o il termine equivalente nella lingua in questione, immettere queste cose in Google per trovare molto spesso che qualcuno ha già fatto un’indagine e quindi in 20 secondi avere già una risposta. Però siccome il tempo è poco, magari 20 secondi non ci sono, allora propongo il piano anche quello di dire se sei dubbioso o hai un minimo dubbio fermati, lasciala lì, lasciale decantare, magari fra due giorni quella notizia torna debunkata e quindi hai evitato una figuraccia”. Semplice no?

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