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Nuova edizione del tg Diregiovani

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Olanda al voto ma nel Paese regna l’insicurezza
Occhi puntati sulle elezioni della camera bassa nei Paesi Bassi, in corso oggi,
15 marzo. Lunedì si è svolto l’ultimo dibattito televisivo tra il premier uscente Mark Rutte, del Partito popolare per la libertà e la democrazia, e Geert Wilders, leader populista del Partito
per la libertà . A dominare il panorama olandese però è l'”insicurezza”, spiega al ‘Sir’ Danielle Woestenberg, responsabile per il segretariato della Conferenza episcopale olandese per i rapporti con la politica: “soprattutto tra le persone che temono la globalizzazione, che hanno perso il lavoro, che soffrono per la riduzione del welfare. Non per il razzismo”. Il governo di Mark Rutte, in carica dal 2010, ha dovuto affrontare la crisi economica proprio riducendo la spesa sociale, innalzando l’eta’ pensionabile e irrigidendo le regole sui contratti di lavoro temporaneo. L’insicurezza regna anche sugli esiti: sono 28 i partiti in gara, dice Woestenberg: secondo i sondaggi “solo il 40% degli elettori andrà a votare” e di loro il 13% circa sarebbe a favore di Wilders e il 16% per Rutte.

America in ginocchio: la bufera Stella ferma gli Stati Uniti
Otto Stati e 31 milioni di americani sono bloccati da Stella, la bufera di neve più forte della stagione che sta paralizzando la costa Est degli Stati Uniti. Secondo il sito FlightAware.com, sono già 7.700, di cui 5.400 solo martedì i voli cancellati per maltempo. Scuole, uffici pubblici e il Palazzo di Vetro dell’Onu rimangono chiusi e le autorità sconsigliano di uscire di casa se non strettamente necessario. “E’ una bufera di neve molto seria, e tutti dovrebbero tenerlo in considerazione”, ha detto il sindaco Bill de Blasio. Tra le città più colpite, New York, Boston e Philadelphia. A complicare la situazione anche una serie di blackout, che hanno lasciato senza luce circa 100mila utenze, dalla Virginia alla Pennsylvania.

Rihanna da record nella Hot 100 di Billboard. 22 singoli nella top 5
Rihanna da record nella Hot 100 di Billboard. Secondo la celebre classifica, la cantante ha raggiunto la sua top five ben 22 volte. Un traguardo arrivato, in questi giorni, con la sua “Love on the brain” che le fa superare artisti del calibro di Elvis Presley e Michael Jackson. I due leggendari artisti si sono fermati, infatti, solo a 21 e 20 pezzi ciascuno. Meglio dei due e di Riri solo i Beatles con 29 singoli, Madonna con 28, Mariah Carey con 26 e Janet Jackson con 24. E pensare che i pezzi di Rihanna in top 5 sarebbero potuti essere 23 se “Love yourself” di Justin Bieber fosse stata affidata a lei come inizialmente aveva progettato Ed Sheeran, autore della canzone. “Ho i migliori fan al mondo”, ha scritto Rihanna sui social per ringraziarli dell’aiuto. “Grazie a tutti quelli che hanno sostenuto #LOTB portandola alla numero 5 della Hot 100 di Billboard di questa settimana!! È meraviglioso!”.
App per Instagram,  13 rubavano le credenziali degli account
Sono stati i ricercatori dell’Eset ad individuare ben 13 applicazioni per guadagnare followers su Instagram presenti sul Play Store di Google che rubavano le credenziali degli account. Applicazioni installate da quasi un milione e mezzo di utenti e adesso rimosse dal mercato. Per invogliare gli utenti al download, le app malevole promettevano un incremento rapido dei follower, dei like e dei commenti sul proprio account Instagram. In particolare, una delle app proponeva all’utente l’accesso tramite una schermata sosia del social. Le credenziali immesse nel modulo venivano poi inviate in formato testo ad un server remoto. Dopo averle inserite, l’utente non riusciva più ad accedere al proprio account e veniva invitato a verificare le credenziali sul sito ufficiale di Instagram. Le informazioni rubate, a quel punto, servivano per utilizzare gli account compromessi per la diffusione di spam e annunci e per incrementare il numero di seguaci, like e commenti di altri profili del social network.
Champions League: la Juve batte il porto e vola ai quarti
L’aveva chiesto, Allegri. Senza rischiare, senza pretendere la luna, ma vincere e mettersi in tasca la certezza di essere tra le migliori otto squadre d’Europa. E così è stato. La Juve vince di rigore. Al 41’ una “parata” di Maxi Rodriguez fa scattare il conseguente penalty calciato e messo in rete da Dybala. Il Porto in generale poco presente, salvo qualche guizzo di Tiquinho, controllato a vista dalla retroguardia bianconera affinché non diventi fastidioso. La Juve, non proprio quella delle grandi occasioni, sa di avere l’unica scocciatura nel cronometro, eventualmente troppo lento a scandire i tempi di una gara senza più storia. Solo i tifosi del Porto, colorati e calorosi come mai, ci credono e vorrebbero giocarsela ancora. Non sarà così, il risultato è ormai blindato. Procede serena, la Juventus che aspetta venerdi 17 per il sorteggio di Nyon: una volta conosciuta l’eurorivale bisognerà di nuovo prepararsi alla lotta.