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Nuova edizione del Tg Diregiovani

Nuova edizione del Tg Diregiovani

PlaNet: la rete neurale targata Google
Si chiama PlaNet. È una rete neurale sviluppata da un’équipe di ricerca di Google, coordinata da Tobias Weyand, in grado di identificare la geolocalizzazione di qualunque fotografia, anche se questa contiene pochissimi punti di riferimento, come paesaggi, cartelli stradali o simili. I ricercatori hanno iniziato dividendo la mappa del mondo in una griglia composta da 26mila quadratini di dimensioni diverse, inversamente proporzionali al numero di fotografie scattate in una determinata regione. L’équipe ha messo insieme un database di 126 milioni di immagini già geolocalizzate, prelevate dal web, collocando ciascun’immagine nel posto giusto nella griglia. 91 milioni di queste foto sono state utilizzate per insegnare alla rete neurale a determinare la posizione nella griglia senza utilizzare i dati di geolocalizzazione, usando solo i pixel della foto. L’algoritmo, ricevendo un’immagine in input, dovrebbe essere in grado di determinare la probabilità che tale immagine sia stata scattata in un quadratino della griglia e infine collocarla nel quadratino più probabile. L’efficienza di PlaNet è stata messa alla prova prima sui 34 milioni di immagini rimanenti, poi su un altro database di 2,3 milioni di fotografie scaricate da Flickr:

E’ tornato Scott Kelly
La Stazione spaziale internazionale (ISS) torna sulla Terra. Sono passati 340 giorni, giorni che noi da quaggiù non possiamo neanche immaginare. Il sole è sorto più di 5mila volte, lui, l’astronauta che ha appassionato il mondo con i suoi scatti, ha viaggiato a più di 27mila chilometri orari, ha fatto crescere le zinnie nello spazio. Ha visto albe, tramonti e turbini di nuvole invadere la Terra: un po’ come se dallo spazio si potesse prevedere quello che accadrà prima che accada. Il 1° marzo, Scott Kelly è tornato a casa, sono circa 400 gli esperimenti effettuati dall’astronauta sull’Iss, dalla coltivazione di fiori alla rilevazione delle onde gravitazionali. E poi l’esperimento più grande, quello su stesso e sul suo gemello Mark, rimasto, invece, sulla Terra. L’influenza della mancanza di gravità sul suo codice genetico potrà dire molto sulle condizioni di vita di un ipotetico uomo nello spazio.

Samsung vince la battaglia legale contro Apple
Nuova puntata della diatriba legale in corso fra Samsung e Apple, i due colossi della telefonia. La compagnia sudcoreana aveva infatti presentato appello contro la sentenza del maggio 2014, che l’aveva condannata a pagare ad Apple un risarcimento di 119,6 milioni di dollari, dopo che l’azienda americana aveva accusato il concorrente asiatico di aver violato tre brevetti registrati dal gruppo Usa relativi, uno allo “slide to unlock” e gli altri due alla correzione automatica nei messaggi e all’accesso veloce ai link. La sentenza d’appello ha ribaltato quella di primo grado stabilendo che il gruppo guidato da Tim Cook non ha diritto al risarcimento e dovrà pagare una cifra rilevante a Samsung a titolo di rimborso delle spese legali. Cifre ancora da quantificare, ma sicuramente molto cospicua.

Totti: un altro anno da calciatore
James Pallotta è stato ieri a Trigoria, dove ha incontrato Francesco Totti ed ha svolto una riunione con i dirigenti. Il presidente della Roma, arrivato alle 8 al centro sportivo, un po’ per il fuso orario e un po’ per evitare i cronisti, mancava al Fulvio Bernardini dal 28 febbraio dello scorso anno e oltre a Totti ha incontrato buona parte della squadra. Francesco avrebbe comunicato al presidente la volontà di continuare per altri dodici mesi a fare il calciatore, Pallotta gli avrebbe offerto un ruolo importante dirigenziale (sembra addirittura la vicepresidenza), ma, stando a quanto filtra, sarebbe disposto anche ad accontentare la richiesta di Totti, forte anche del parere favorevole di Nike, ben felice di vendere – con strategia di marketing adeguata – l’ultima maglia della carriera di un calciatore come lui.

Far Cry Primal: la vita dell’uomo primitivo in un videogioco
E’ l’ultimo arrivato in casa Ubisoft, un videogioco che esplora terre e sentieri ancora poco tracciati nel panorama videoludico. Il famoso marchio di sparatutto in prima persona si traveste così da uomo delle caverne, in un viaggio lontano nel tempo, un salto indietro di 12.000 anni rispetto alla serie originale. Il progetto, originale ed innovativo, stravolge le consuete meccaniche dell’open world fatto di armi, esplosivi e gadget tecnologici, gettandoci in un mondo ostile ed enorme, popolato da piccole tribù rivali tra loro e costruito attorno al concetto di sopravvivenza, in ogni istante. Il setting preistorico, che ruota attorno alla raccolta e alla creazione di rudimentali ma indispensabili oggetti, viene reso alla perfezione attraverso una cura stilistica dell’epoca, fedele e credibile in ogni sua componente.