Etna, continua l’attività stromboliana – vietato l’accesso alla cima

L’attenzione dei vulcanologi Ingv è tutta concentrata sulla Voragine, che non ha mai cessato l’attività stromboliana, dal 26 febbraio scorso, anche se con intensità variabile.

Etna, attività stromboliana non si ferma dallo scorso 26 febbraio e ora c’è grande attesa da parte dei vulcanologi, per conoscere l’evolversi del fenomeno. Un fronte è tornato attivo: la Voragine. Nella fessura tra la Voragine, ferma dal 1999 e la Bocca Nuova si è verificato il sesto parossismo del 2013.



Il 28 febbraio si è verificato il sesto evento di fontane di lava dell’anno dall’Etna, da “Marco86ct

Dalla fessura formata sul “diaframma” fra la Voragine e la Bocca Nuova si è manifestato il parossismo a fine mese scorso, in un punto cioè che non aveva dato segni di vita dal 1999.

Per questo continua il monitoraggio e lo stato d’allarme, l’Etna in continuo fermento potrebbe risvegliarsi improvvisamente, anche se il fumo nero è costantemente visibile. Esplosioni, colate di lava, lapilli lanciati a un centinaio di metri e cenere vulcanica, sono state le condizioni fotografate sull’Etna perfino dai satelliti nello spazio.

Il vulcano accumula energia e la restituisce attraverso parossismi ripetuti o improvvisamente e in modo dirompente, come si è verificato in passato.



Nelle immagini dell’istituto Luce, l’eruzione dell’Etna del 1928. Ai primi di novembre iniziò l’eruzione più distruttiva del XX secolo. Mascali venne completamente distrutta.

Gli abitanti delle zone vicine, come Giarre e Riposto hanno atteso con il fiato sospeso che la pioggia di cenere vulcanica cessasse, preoccupati per il possibile evolversi del fenomeno, che di solito crea disagi alla circolazione. Ma il vulcano, pur avendo ridotto l’attività non si è fermato e c’è grande attesa per i prossimi giorni.


Interdetta qualsiasi escursione sull’Etna: data la ripresa dell’attività vulcanica la prefettura di Catania ha vietato di avvicinarsi al vulcano. Versante Sud e versante Nord non potranno più essere scalati: dal 26 febbraio l’Etna ribolle sopra e sotto il piano calpestabile ininterrottamente. Oltre i 2600 metri sul Versante Sud, all’altezza della montagnola non si potrà andare, mentre dal lato Nord il divieto si estende sopra i 2990 metri di altitudine, nei pressi di Punta Lucia.

La sommità del vulcano rimarrà accessibile solo alle guide esperte, al personale dell’Ingv e agli esperti dell’Università di Catania, oltre ai giornalisti solo se accompagnati da studiosi dell’Etna autorizzati. L’Etna risulta piuttosto attivo nelle ultime ore: esplosioni dal cratere centrale (detto “Voragine”) lanciano nell’atmosfera cenere e lapilli, mentre alcune fumarole sono tenute sotto constante controllo vicino il cratere di Sud-Est.



Etna: la lunga colata, foto INGV

(fonte YOUREPORTER)

2018-06-05T17:32:37+02:00