Le missioni spaziali del futuro cominciano oggi

Le missioni spaziali del futuro cominciano oggi

Lo spazio non aspetta e le missioni in cui l’Europa si impegnerà vanno pianificate con accortezza, e presto. E’ importante stabilire il prima possibile quali saranno i temi scientifici che faranno da base alle missioni spaziali, ispirandole almeno fino al 2034. Quello che serve è preparare il terreno. Questo significa tenere un occhio fisso sulla ricerca, sui finanziamenti e sulle nuove tecnologie e un altro sulla preparazione dei giovani, che saranno gli scienziati di domani.
Lavorare sullo spazio è come vivere sempre in un altro piano temporale. Oggi non è il presente, ma il futuro. La strumentazione, per esempio, ha un tempo di vita limitato. Bisogna pensare a quella che servirà domani. Se ci sono nuovi obiettivi scientifici, bisogna pensare a una nuova strumentazione. E lo devono fare i più giovani, quelli che poi ci lavoreranno. Ma la strada non è semplice. Ce ne parlano: Barbara Negri, Responsabile Unità osservazione e esplorazione dell’Universo ASI – Enrico Flamini, Chief Scientist ASI


Furono i russi i primi ad atterrare su Marte
La Storia dello spazio viene riscritta dalla sonda NASA Mars Reconnaisance Orbiter. Sono gli Stati Uniti che, curiosamente, più di quarant’anni dopo restituiscono agli ‘avversari’ dell’Unione sovietica il loro primato: ad atterrare per primi su Marte furono i russi. Lo dimostrano inequivocabilmente le immagini dettagliate e ad alta risoluzione che immortalano i resti della sonda Mars 3 e i resti del paracadute made in USSR che la portò sul pianeta rosso nel 1971. Questo significa che i sovietici con le loro sonde rozze ed efficaci si erano posati, in pochi anni, sui corpi celesti più vicini alla terra, Nel 1966, infatti, spedirono sulla Luna il primo oggetto fatto dall’uomo e 4 anni dopo furono i primi ad atterrare anche su Venere.

I lampi gamma terrestri mettono in pericolo gli aerei
La sua missione è quella di studiare le fonti di raggi gamma presenti nell’Universo, ma il satellite AGILE ci dice molto anche sulla nostra atmosfera. Così abbiamo scoperto che i lampi che si manifestano durante i temporali più violenti possono accelerare delle particelle cariche fino a valori estremifulmini di energia, con un impatto sull’ambiente e potenziali effetti anche sugli aerei in volo. E’ vero che i velivoli hanno dispositivi di sicurezza che li proteggono dalle scariche elettriche dei lampi ordinari, ma il flusso elettromagnetico e di neutroni prodotto dal lampo gamma può essere molto intenso, ed è sostanzialmente diverso dalla scarica elettrica dei fulmini normali. Esiste allora la possibilità che riesca a danneggiare le componenti elettroniche degli aerei commerciali.

pitt_jolie_bacio_amore_passioneChi non odora non fa l’amore
Il disturbo si chiama anosmia congenita isolata. Significa che la persona che ne soffre è priva del senso dell’olfatto, non sente nessuno odore. Ma le limitazioni potrebbero andare oltre. Secondo uno studio dell’università di Dresda chi è privo di olfatto ha più difficoltà nella ricerca dell’anima gemella e, in generale, nella gestione di un rapporto sentimentale.
Ma non è per tutti la stessa cosa: gli uomini patiscono di più nella fase di ricerca del partner, mentre le donne sembrano più insicure durante il rapporto. Gli studiosi ammettono che la loro ricerca ha coinvolto un campione di piccole dimensioni, però rappresenta un’ottima base per approfondire questo aspetto del disturbo, che colpisce una persona ogni 7.500.

La luce laser del futuro arriverà dal germanio
I ricercatori del Politecnico di Milano, di quello di Zurigo e del Paul Scherrer Institute hanno scoperto una tecnologia per creare luce coerente con un materiale finora mai utilizzato. E’ il germanio, che, insieme al silicio, potrebbe costituire la base per realizzare chip in cui le informazioni vengono trasmesse tramite la luce. In questo modo non solo migliorerebbero le prestazioni dei computer, ma anche il consumo energetico sarebbe molto limitato. Il sistema funzionerebbe con una serie di ponti, per cui i dati verrebbero trasmessi tramite impulsi laser, integrando sui microchip di silicio un laser in germanio.

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