Tornado Usa e i mutamenti climatici

Tornado Usa e i mutamenti climatici

tornado Oklahoma City"Sono eventi naturali la cui intensità è abbastanza estrema, e proprio per la loro natura estrema diventa difficile determinare se la loro intensità è aumentata per via dei mutamenti climatici. Però, è evidente che i mutamenti climatici giocano un ruolo". Massimiliano Pasqui, ricercatore dell’Istituto di Biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr), risponde così a chi gli chiede del legame tra i mutamenti climatici in atto ed il devastante tornado che che ha colpito ieri l’Oklahoma, negli Stati Uniti.

"Il fatto è- spiega Pasqui– che a maggiore quantità di energia nel sistema climatico corrisponde una maggiore intensità dei fenomeni, ma l’attribuzione di responsabilità diretta è più difficile. Però è un’attribuzione che più che sfumata è solo meno nitida".

In casi come il tornado di ieri "c’è maggiore difficoltà per la natura estrema di questo genere di fenomeni, ma- avverte il ricercatore Ibimet-Cnr- per altri casi, come le ondate di calore e la grave siccità che tuttora colpiscono gli Stati Uniti, in realtà le idee sono più chiare e l’attribuzione è più diretta". L’area colpita dal tornado viene chiamata ‘Tornado Alley‘ (‘vicolo dei tornado’, ndr) proprio per l’alta frequenza della formazione di tornado di grande intensita, ed è "proprio la natura estrema dell’evento in sé che complica l’attribuzione", avverte Pasqui.

Ma sono possibili casi simili in Italia? "No, per la quantità di energia che si sviluppa è poco probabile", spiega Massimiliano Pasqui, ricercatore dell’Ibimet-Cnr). Infatti, in Europa, nel sistema climatico, "c’è una quantità di energia inferiore rispetto agli Stati Uniti, con la zona del Golfo del Messico che influisce in maniera rilevante", spiega.
"Fenomeni simili da noi ci sono e sono anche devastanti, ma con meno energia in gioco" gli esiti sono meno drammatici, conclude Pasqui, con un evento come quello dell’Oklahoma che diventa "molto meno probabile". 

L’Italia e’ il terzo Paese europeo con la piu’ alta incidenza di trombe d’aria, dopo Regno Unito e Paesi Bassi. Queste le quattro piu’ devastanti registrate nell’ultimo secolo: – 24 luglio 1930: Volpago del Montello, in provincia di Treviso, 23 morti. – 23 maggio 1953: a Torino, 5 morti e danni ingenti a molti edifici tra cui la Mole Antonelliana. – 11 settembre 1970: sul padovano e la Laguna di Venezia: 36 morti – 28 novembre 2012: a Taranto, un morto. [DIRE]



"Sono fenomeni naturali che però vengono accentuati dai mutamenti climatici. Sono fenomeni già estremi, che però si manifestano in forma ancor più intensa e violenta". Il climatologo Vincenzo Ferrara, già all’Enea e al ministero dell’Ambiente, lo dice commentando il devastante tornado che si è abbattuto ieri nella zona Sud di Oklahoma City, negli Stati Uniti.

"’Tornado‘ è il nome spagnolo, ma questi fenomeni sono presenti anche da noi, e li chiamiamo trombe d’aria", spiega. Si tratta di fenomeni che "da noi prendono la forma di violenti temporali ed alluvioni, che vanno a colpire un territorio già colpito dal dissesto idrogeologico". Fenomeni che vengono accentuati ed inaspriti dai mutamenti climatici, mutamenti che hanno portato anche nevicate intense ed ondate di calore.

I tornado o trombe d’aria "sono generati da cumulo nembi, formazioni temporalesche che creano una sorta di ‘proboscide’ rotante che giunge fino al suolo- spiega Ferrara– generata dalla differenza di temperature tra le nuvole più in quota, con aria fredda, e quelle più in basso, dove l’aria è calda. Ciò crea un vortice molto violento che scende fino al suolo". I mutamenti climatici, che aumentano la temperatura dell’atmosfera, aumentano la ‘carica energetica’, che quando si rilascia in questa maniera, crea effetti più dirompenti.


 

"In Nord America attualmente c’è una massa d’aria molto calda sul Messico che si spinge fino alla California– spiega il climatologo Vincenzo Ferrara, già all’Enea e al ministero dell’Ambiente- questa massa si scontra con altre masse di aria fredda in arrivo dal nord, dal Canada, creando vortici molto violenti. Genera altri fenomeni come le alluvioni, ma", ed è questo il caso, "anche trombe d’aria". Questi fenomeni "possono accadere, e accadono, anche in Italia, anche se di minor violenza- spiega Ferrara- si possono verificare in estate e in autunno, in particolare nell’area della Pianura Padana". 

Sono meno violenti "per via della minor differenza di temperatura tra le masse d’aria, ed hanno dimensioni minori- segnala il climatologo- abbiamo avuto casi a Budrio, nel bolognese, e nel Veneto, ad esempio, ma si possono verificare anche sulle coste del Tirreno quando l’aria fredda dal Rodano arriva sull’Italia infilandosi nelle Bocche di Bonifacio, e in autunno possono verificarsi anche in Sicilia". Sempre, va ricordato, con potenza e dimensioni inferiori, conclude il climatologo, "visto che non si verificano in un’area continentale estesa ma su una penisola come l’Italia, e di minor dimensioni". [DIRE]



Un devastante tornado ha raso al suolo ieri notte la città di Moore, un centro di 55 mila abitanti in Oklahoma, già noto per il tragico, terribile tornado del 3 maggio 1999. Il vortice d’aria ha sollevato e scagliato via come proiettili tetti, auto e alberi, abbattuto case di legno e in muratura, distrutto una scuola, lasciando dietro di sé una scia di morte che conta un bilancio provvisorio di oltre 90 morti, 20 dei quali bambini, 200 feriti e decine di persone ancora sotto le macerie.

Abbiamo radunato le più comuni domande e risposte scientifiche sui tornado, per provare a capire cosa è successo.

La Scala Fujita misura l’intensità di un tornado dai danni che questo ha apportato alle strutture costruite dall’uomo. È utilizzabile, quindi, solo dopo il passaggio del tornado e va da un minimo F0 (danni leggeri, rami caduti e cartelli stradali divelti, a un massimo di F5 (dani gravissimi, case sollevate dalle fondamenta, auto sollevate e scagliate lontane come missili).

Questo tipo di misurazione solleva alcune problematicità: i danni inflitti dal vento, per esempio, sono legati al tipo di costruzioni presenti nella zona. Il tornado che ha appena colpito Moore avrebbe avuto, secondo le prime stime, venti a 320 chilometri orari, ma gran parte degli edifici della cittadina erano in legno.

Altri parametri da considerare sono l’ampiezza del tornado (in questo caso si parla di oltre 1,5 chilometri) e la durata della sua permanenza al suolo: 40 minuti, nel caso di quello di ieri, mentre gran parte dei tornado dura pochi minuti. Questi parametri fanno credere si sia trattato di un tornado F4, ma molti pensano che una stima più precisa dei danni lo porterà facilmente al grado F5 (solo il 2% di tutti i tornado raggiunge gli ultimi due gradi).



I tornado si stanno moltiplicando?
No, secondo il National Weather Service americano. La lieve crescita che si riscontra nella frequenza di tornado negli ultimi 55 anni sarebbe legata ai più avanzati sistemi di monitoraggio operati dai radar della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) che registrano i danni inflitti dai tornado anche nel caso di eventi minori che non vengono documentati altrimenti. Un tempo questi strumenti non c’erano: il trend al rialzo potrebbe spiegarsi semplicemente così.
Perché così tanti tornado in Nord America?
Il 75% di tutti i tornado della Terra colpisce il Nord America. In particolare quella che i media hanno ribattezzato "Tornado Alley" (corridoio dei tornado), una macroregione centro e sud orientale degli Stati Uniti che comprende Oklahoma, Kansas, Arkansas, Missouri, Iowa, Texas e il Colorado orientali, ma anche il nord della Louisiana, il centro e il sud di Minnesota e Sud Dakota, Mississippi, parte di Illinois, l’Indiana, Nebraska, Tennessee, Kentucky e Wisconsin.

La ragione è da cercare nella posizione geografica dell’area: l’aria calda e umida proveniente dal Golfo del Messico rimane intrappolata tra due fronti opposti, l’aria calda e asciutta continentale e quella fredda e secca proveniente dalla Montagne Rocciose. Quando queste masse d’aria collidono, possono generare le cosiddette supercelle, fenomeni temporaleschi particolarmente violenti che possono evolvere in tornado. Negli USA, l’Oklahoma è al quarto posto per numero di tornado dopo Texas, Kansas e Florida. Negli Stati Uniti si verificano ogni anno in media 1253 tornado all’anno.



Che differenza c’è tra tornado e tromba d’aria?
Tornado e tromba d’aria sono la stessa cosa (la prima è una denominazione che abbiamo mutuato dagli USA): entrambi i termini si riferiscono a quel mulinello scuro che si vede scendere dalle nuvole e che, pochi istanti dopo, scatenerà la sua furia distruttrice. Bisogna distinguere, invece, tra tornado di origine mesociclonica o non mesociclonica.

Il primo è un vortice d’aria che discende da un grosso cumulonembo che presenta un moto vorticoso al suo interno (la supercella) che ruota intorno a un’area di bassa pressione e in cui direzione e velocità dei venti cambiano con l’altezza; gran parte dei tornado che si verificano nella "Tornado Alley" hanno questa origine. I tornado di natura non mesociclonica sono invece più deboli e si dissolvono in pochi minuti.


 

E in Italia?
In molte regioni italiane i tornado sono fenomeni frequenti, anche se non raggiungono la stessa intensità che hanno negli Stati Uniti. Regioni come la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, la Puglia e la Sicilia sono da considerarsi più a rischio di tornado violenti, anche se ad essere maggiormente colpite sono le coste tirreniche dello Stivale.

I colpevoli sono anche in questo caso la morfologia del territorio (le grandi pianure sono più soggette a questi fenomeni) e gli scontri tra correnti d’aria calda e d’aria fredda di diversa provenienza (per esempio, l’arco alpino per l’aria fredda in Emilia e Lombardia, l’Africa per le correnti d’aria calda in Sicilia e Puglia). Non abbiamo, comunque, le sterminate pianure del centro degli Stati Uniti, dove la differenza di temperature tra le correnti d’aria è molto maggiore che nel nostro Paese. [FOCUS]



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