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Addio a Dario Fo, un ‘giullare’ da Nobel

ROMA – Si è spento all’età di 90 anni Dario Fo. Attore, scrittore, regista, scenografo e impresario che durante la sua lunga carriera ha saputo dare grande slancio alla cultura italiana ed internazionale. Fo, è deceduto dopo 12 giorni di ricovero presso l’ospedale Sacco di Milano, per problemi polmonari . Per lui, questa mattina, oltre ai numerosi messaggi di cordoglio da parte di personalità politiche, anche un minuto di silenzio in Senato.

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Dario Fo, gli inizi della carriera

Noto per la sua vivacità intellettuale, Dario Fo ha composto un centinaio di opere teatrali che gli sono valse nel 1997 il Nobel per la Letteratura. L’ambìto riconoscimento, gli venne conferito con questa motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”. Gli inizi della sua carriera artistica risalgono agli anni ’50, quando, terminati gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, Fo approda in Rai in qualità di attore e autore di testi satirici. Nel 1952, arriva in radio con la serie di suoi monologhi ‘Poer nano’. Il successo, straordinario, giunge qualche anno dopo, quando nel 1969 irrompe ‘Mistero Buffo’, un racconto ironico e commovente che rilegge a modo suo Bibbia e Vangeli utilizzando diversi dialetti della Pianura Padana.  Tra le altre sue opere: “Morte accidentale di un anarchico”, “Il Fanfani rapito”, “Non si paga non si paga”, “Pum pum! Chi è? La polizia”, “Tutta casa, letto, chiesa”, “Clacson, trombette e pernacchie”.

L’amore per Franca Rame, compagna di una vita

Impossibile per Dario Fo,  separare la vita artistica da quella privata. A legare indissolubilmente i due percorsi del drammaturgo, un solo nome, quello di Franca Rame, compagna di una vita. Sessant’anni di amore, fatti di rispetto e complicità sopra e sotto il palco, da cui nacque, ad un anno dalle nozze, il figlio Jacopo. Nel 1962, marito e moglie condivisero il palco del varietà televisivo Canzonissima, ma l’edizione, ritenuta scandalosa dalla censura che intervenne a più riprese, finì per spingere Dario Fo e Franca Rame sul palco della loro Compagnia teatrale Dario Fo-Franca Rame.

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Il teatro di Dario Fo

Spesso, Dario Fo ha utilizzato la sua arte per raccontare la politica e l’attualità. Le sue opere erano caratterizzate da una straordinaria vivacità linguistica, nonsense, satira. Suo, il merito di aver reso accessibile il grammelot, linguaggio teatrale che assembla suoni, onomatopee, parole e foni privi di significato in un discorso. Critico nei confronti di quello che lui definiva “teatro borghese”, Fo amava recitare nei luoghi ‘del popolo’ come le piazze, le case del popolo e le fabbriche, luoghi in cui egli ritrovava il pubblico delle classi subalterne e che raramente aveva accesso agli spettacoli teatrali.

L’impegno politico

Accanto all’impegno artistico, Dario Fo si contraddistinse anche per la sua vena anticlericare e di sinistra. Negli anni di piombo, come attivista del Soccorso Rosso Militante, Dario Fo e Franca Rame difesero pubblicamente Giovanni Marini, Achille Lollo (entrambi poi condannati), Giambattista Lazagna e Pietro Valpreda, come tra gli anni ottanta e novanta difenderà gli ex membri di Lotta Continua accusati dell’omicidio Calabresi: Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi, accusati dal “pentito” Leonardo Marino. Sulla vicenda scrisse la commedia Marino libero! Marino è innocente! . Per le loro posizioni politiche, la compagnia teatrale Fo-Rame ebbe numerosi processi e querele, nonché intimidazioni e minacce, compreso il posizionamento di bombe artigianali inesplose nei luoghi dove si esibiva. Nel 1980 venne loro negato il visto d’ingresso negli Stati Uniti, ricevendo la solidarietà di Arthur Miller, Bernard Malamud, Richard Foreman, Martin Scorsese e altri (fonte Wikipedia).

Negli ultimi anni si era avvicinato molto al Movimento 5 stelle per via della sua personale amicizia con Gianroberto Casaleggio.

I saluti a Dario Fo

Saviano – “Non c’è intellettuale, poeta, scrittore, drammaturgo, attore cui io sia più legato che a Dario Fo. E gli sono debitore per l’appoggio e la protezione. Dario Fo e Franca Rame non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno e la loro vicinanza. Mi sono stati incondizionatamente vicini. Amici veri, famiglia che, nonostante la mancanza di assiduità, è sempre stata attenta a quello che mi accadeva. Sempre pronta, anche con un semplice sms, a dimostrarmi che non ero solo, che loro due c’erano”.

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Così su facebook Roberto Saviano. “L’affetto disinteressato, quello che in cambio non vuole niente- prosegue-, quello fatto di poche parole, è quanto di più prezioso si possa incontrare nella vita. Il dolore che provo ora è grande e smisurata è la riconoscenza verso un genio vero, non solo del teatro e della letteratura, ma soprattutto della vita. P.s. nelle foto, un quadro che Dario dipinse per me. Mi ci riconosco. Mi ha ritratto pensoso, ma immerso nei colori e… senza scorta”.

Erri De Luca – “Gli si deve al posto di una lacrima la gratitudine del sorriso”. E’ il pensiero che lo scrittore Erri De Luca ha voluto dedicare a Dario Fo. “In una sua canzone, ‘Shelter from the storm’ Bob Dylan scrive che la bellezza cammina sul filo di un rasoio- si legge nella nota di De Luca, riportata sul sito della fondazione dell’auotre napoletano- Lo stesso si può dire dell’ironia che sta sul tagliente equilibrio del funambolo. Dario Fo e Franca Rame, sono stati i maestri circensi dell’irriverenza verso le autorità. Ne sono stati ripagati con ostilità e distanza. La fama mondiale, rincarata dal Nobel per la letteratura, è stata trattata dal potere politico come un disturbo della quiete pubblica. Dal ’97, anno di assegnazione del massimo riconoscimento letterario, a oggi, per diciannove anni questo paese non ha saputo che farsene di lui. Lui non si è dato per celebrato e messo a riposo sopra il piedistallo”.

Per De Luca, Fo “ha continuato a intervenire con le sue opere e con la sua persona nelle tensioni civili italiane. In diverse occasioni gli italiani lo hanno incrociato in piazza, condividendo fisicamente cause necessarie. A me ha dato pronto sostegno quando venivo processato per le mie parole contrarie al tossico traforo in Val di Susa”. Fo “non era l’intellettuale impegnato che parlava ex cattedra. E’ stato il cittadino Dario Fo che ha preso impegni scomodi e dolenti, scendendo dal palco per stare insieme. E’ stato il piu’ allegro premio Nobel della letteratura. Gli si deve al posto di una lacrima la gratitudine del sorriso”.

Il tweet di Piero Pelù

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Il saluto di Stefani Giannini – “Con Dario Fo scompare una figura centrale del teatro e della cultura del nostro Paese”. Lo scrive su Twitter il ministro dell’Istruzione.

Il messaggio di Roberto Benigni –  “E’ una grande perdita la morte di Dario Fo. Un autore straordinario, innovativo, inimitabile. Un orgoglio del nostro Paese. Tutti gli dobbiamo qualcosa”. Così in una nota Roberto Benigni.