Coronavirus. Palermo, al liceo 'Cannizzaro' contatto continuo con studenti

Coronavirus. Palermo, al liceo ‘Cannizzaro’ contatto continuo con studenti

Intervista alla dirigente scolastica Anna Maria Catalano
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PALERMO – La chiusura delle scuole non ha colto impreparato il liceo scientifico ‘Cannizzaro’ di Palermo. L’istituto, formato da circa 1700 studenti, ha fatto ricorso alle esperienze pregresse sull’utilizzo delle tecnologie ed ha attivato la didattica digitale per garantire la continuità scolastica.

“Avevamo già in uso la piattaforma Argo- ha spiegato la dirigente scolastica Anna Maria Catalano– ed i genitori degli studenti possedevano le credenziali per accedere alle classi. Inoltre, i professori più esperti in ambito tecnologico si sono messi a disposizione di chi ha una minore dimestichezza, supportandoli nell’uso degli strumenti informatici”.

Per inviare materiali e mantenere i contatti con i ragazzi, la scuola siciliana ha lasciato ai suoi docenti la libertà di scegliere tra piattaforme, il sito istituzionale, le caselle di posta elettronica, le chat sui social:

“So che i ragazzi sono sempre connessi su Instagram- ha aggiunto la preside Catalano– ed è il canale che utilizzo personalmente per interagire con i rappresentanti d’istituto che, a loro volta, diffondono le mie comunicazioni ad i loro compagni”.

Sono diverse le classi virtuali della scuola siciliana. I ragazzi che ne fanno parte si incontrano con i loro professori due ore la mattina e due ore il pomeriggio. La dirigente scolastica racconta come i suoi studenti abbiano, inoltre, creato gruppi di studio a distanza:

“Sono consapevoli che devono continuare a studiare ed hanno necessità del contatto costante, soprattutto i ragazzi dell’ultimo anno, che si stanno impegnando molto. Tutti hanno bisogno di sentire la presenza della scuola, di svolgere i compiti e, a breve, le verifiche”.

Il pensiero di Anna Maria Catalano è rivolto a quei ragazzi che avevano già delle difficoltà nello studio:

“Mi consola che le nuove generazioni abbiano una maggiore predisposizione all’utilizzo degli strumenti informatici, rispetto a noi adulti e potrebbe anche darsi che chi, nello studio, aveva difficoltà a livello relazionale, in questo modo possa sentirsi più a suo agio. Anche se è fondamentale il contatto continuo con loro”.

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