La maestra in 'frontiera': "Noi ci siamo, ma non è facile raggiungere tutti"

La maestra in ‘frontiera’: “Noi ci siamo, ma non è facile raggiungere tutti”

Su 22 alunni solo 9 partecipano alla didattica a distanza
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MILANO – Alessandra è una maestra di frontiera. Insegna a Sesto San Giovanni dove in classe ha figli di carcerati, di persone che non arrivano a fine mese. Lei, docente di matematica, scienze, geografia, arte e immagine in terza elementare si è ritrovata all’improvviso a fare lezione dietro uno schermo. Non se l’aspettava questa emergenza ma ha dovuto farci i conti.

“Sono in una scuola di frontiera. Non tutti hanno la connessione, non tutti hanno un tablet. Abbiamo richiesto molte volte alle famiglie se avessero bisogno di un dispositivo ma nessuno ha risposto. E così ci ritroviamo ad avere un feedback da pochi bambini. Su una classe di 22 siamo riusciti a raggiungerne solo nove”.

La maestra Alessandra è diventata un punto di riferimento per molti genitori che non sanno usare la piattaforma di Edmodo, scelta dall’istituto. La chiamano per chiedere suggerimenti, per avere spiegazioni tecniche. È chiaro che in questa situazione è difficile insegnare tutte le materie con la didattica a distanza:

“Arte e immagine la possono fare coloro che sono provvisti di una stampante a casa. Ora le persone non possono uscire nemmeno a comprare gli acquarelli. Quando è iniziata l’emergenza la preside ci ha fatto tornare a scuola per consegnare un quaderno per materia ma ora non basterà più visto che dovremo affrontare altri mesi in quarantena”.

Resta poi aperto il problema dei voti:

“La valutazione in questa fase è impossibile con una classe così. Inoltre spesso i compiti sono fatti dai genitori: che faccio?”.

Se lo chiede la maestra, rimboccandosi le maniche per affrontare le prossime settimane.

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