Caivano, studenti del 'Morano' studiano dalla cucina di casa

Caivano, studenti del ‘Morano’ studiano dalla cucina di casa

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NAPOLI – Per gli 850 studenti e studentesse dell’istituto ‘Morano’ di Caivano la chiusura delle scuole è stata un duro colpo. Una situazione di difficoltà dovuta alla mancanza ‘fisica’ dell’andare a scuola in un territorio dove la scuola è un vero presidio sociale, sia perché essendo un istituto tecnico, ripensare le attività pratiche laboratoriali non è stato facile. Ecco allora entrare in campo gli studenti e le studentesse dell’alberghiero che, armati di smartphone, hanno registrato dei tutorial dalla cucina di casa, mettendo in mostra quello che hanno imparato a scuola, inondando il web con i loro video di crostate, carbonare e piatti gourmet.

“Quello che ho potuto notare con orgoglio è stata la voglia di mettersi in gioco di ragazzi e ragazze- ha detto la preside, Eugenia Carfora- dopo lo shock della chiusura ero preoccupata ma il tam-tam degli studenti ha fatto in modo che non ci perdessimo”.

Tra gli 850 studenti della scuola di Caivano non ci sono però solo aspiranti chef, ma anche gli studenti e le studentesse dell’indirizzo informatico:

“Penso che con l’aiuto dei prof e della preside ce la stiamo cavando- ha detto Pasquale- per noi dell’informatico poi basta un computer e, soprattutto, essere guidati, cosa che sta avvenendo grazie al lavoro dei nostri docenti”.

Una comunità scolastica dunque che in un momento difficile si è stretta ancora di più, sfruttando il momento non solo per sperimentare ma anche per cogliere un’occasione di riflessione.

“Una delle preoccupazioni in questo territorio è che studenti e le studentesse possano in qualche modo perdersi senza una figura rassicurante come la scuola- sottolinea la dirigente Carfora- ogni mattina vengo ad aprire i cancelli, perché studenti e genitori sappiano che la scuola c’è e, fin dall’inizio, ho creato, tramite la mia mail privata, un filo diretto con i miei studenti. Quello che ne è uscito mi ha stupito: tanta speranza e positività nel futuro che ha dissipato le miei preoccupazioni, che non sono rispetto alle ore scolastiche ma verso le speranze di studenti e studentesse”.

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