Roma, preside Mamiani: "Riaprire a settembre? Ci stiamo preparando"

VIDEO | Roma, preside Mamiani: “Riaprire a settembre? Ci stiamo preparando”

Il racconto della dirigente scolastica Tiziana Sallusti
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – In attesa di ricevere informazioni certe sulla riapertura delle scuole, c’è chi si prepara al peggio, impostando la didattica a distanza come modalità da portare avanti fino alla chiusura dell’anno. È la prospettiva adottata anche da Tiziana Sallusti, dirigente scolastica dello storico liceo ‘Mamiani’ di Roma.

“Stiamo organizzando il lavoro pensando alla peggiore delle ipotesi, come se dovessimo tornare a settembre- commenta a diregiovani.it- poi se l’incubo finirà prima, meglio, torneremo alla nostra quotidianità, ma per il momento cerchiamo di adottare la didattica a distanza nel modo più proficuo possibile”.

L’istituto romano, dopo le prime settimane di orientamento, ha scelto un’unica piattaforma su cui proseguire la formazione e si è dato delle regole ben precise: tutti i giorni si entra nelle classi (virtuali), ma non più di quaranta minuti a docente, che a rotazione incontrano i loro alunni. Ogni ragazzo segue 3-4 lezioni al giorno, ed integra la sua formazione con compiti, materiali preparati dai professori e interrogazioni virtuali. Ma, per il momento, non si mettono voti.

“Stiamo facendo una valutazione formativa, considerando tutti gli elementi che poi ci aiuteranno, a fine anno, a farci un’idea del punto di arrivo di ogni ragazzo- aggiunge la dirigente- valutiamo se gli studenti si connettono, se c’è partecipazione. Poi ci sono le interrogazioni, non più basate sull’aspetto nozionistico, che sarebbe difficile valutare, quanto sul ragionamento. Forse a fine anno sapranno qualcosa in meno di matematica, greco o latino, ma sicuramente torneranno con una gran voglia di imparare”.

Il liceo romano, quindi, ha saputo rispondere subito all’emergenza mettendo in atto la didattica a distanza e cercando di fornire gli strumenti adeguati agli alunni che ne erano sprovvisti. Ma la differenza rispetto alla quotidianità scolastica, c’è.

“Siamo molto preoccupati perché nulla di quello che facciamo può sostituire integralmente la didattica in presenza, ma sia i ragazzi che i docenti stanno facendo del loro meglio– continua Tiziana Sallusti- di sicuro questa emergenza ci ha permesso di conoscere meglio alcune tecnologie che potremmo utilizzare anche in futuro, nel caso di studenti ospedalizzati o di insegnanti che vogliono dare dei compiti a casa e correggerli in poco tempo. Ci servirà in tutti quei casi in cui c’è bisogno di aiutare la didattica in presenza”.

La scuola, per il momento, resta aperta due giorni a settimana, per portare avanti il lavoro amministrativo e consegnare alle famiglie materiali utili alla didattica a distanza. Ma è difficile non percepire l’assenza dei ragazzi in quegli spazi vuoti, e la dirigente già immagina il momento in cui i corridoi della scuola torneranno ad affollarsi.

“Mi immagino i ragazzi felicissimi di ritrovarsi e stare insieme, magari meno attaccati agli smartphone perché gli sarà mancata tantissimo la vicinanza con gli altri compagni- conclude la dirigente- li ritroverò più uniti, perché quando una cosa ci viene a mancare, come la libertà, ti rendi conto quello che diamo per scontato tutti i giorni. Ho fiducia nei ragazzi e nei miei docenti. Andrà tutto bene”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it