Roma, letture e dibattiti per allontanare angoscia dai ragazzi

Roma, letture e dibattiti per allontanare angoscia dai ragazzi

Il racconto di una docente dell'ic 'Angelica Balabanoff': "Così ho reinventato la didattica"
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ROMA – Conversazioni di storia, caffè letterari per parlare di Pirandello e racconti fantastici per stimolare la fantasia dei ragazzi. Luana Catini, professoressa di lettere all’istituto comprensivo ‘Angelica Balabanoff’ di Roma, ha reinventato le sue lezioni di italiano e storia nei giorni dell’emergenza coronavirus. Parlare a ragazzi di 11 e 13 anni, infatti, non è la stessa cosa che relazionarsi con studenti formati e autonomi, per questo la semplice lezione online per la docente di lettere non basta. Servono strumenti nuovi, come video in mp4 con la spiegazione della professoressa che va avanti mentre scorrono foto e immagini che possano chiarire l’argomento. Ma, soprattutto, serve un contatto con gli studenti e le studentesse.

“Rispetto ai primi giorni, adesso i ragazzi soffrono sempre di più questa situazione, gli manca la scuola e si sentono in gabbia- racconta Luana Catini all’agenzia di stampa Dire- avverto la loro esigenza di parlare e confrontarsi, anche attraverso un argomento di storia o una lezione di italiano. Ma si finisce sempre per parlare di coronavirus, e questo è indicativo di quanto questo periodo sia difficile per loro”.

Ieri l’approvazione del decreto scuola ha chiarito che, se non si dovesse tornare in aula prima del 18 maggio, non si svolgeranno gli esami di terza media, e la valutazione avverrà attraverso un contributo svolto dagli studenti, una sorta di tesina.

“Spero non sarà così- commenta la docente- spero che si riesca a tornare anche solo in maniera scaglionata, con pochi alunni a classe, perché è un momento molto importante nella vita di un ragazzo, il primo esame della loro vita”.

Ma a sperare nel rientro (improbabile) sono soprattutto i docenti, alle prese con una didattica a distanza

“faticosa e frustrante- continua la professoressa- la didattica è crescere insieme, il lavoro dell’insegnante è un rapporto diretto con i suoi alunni, che non può essere sostituito da uno schermo. Ma questa occasione è stata sicuramente utile per poter apprendere cose nuove. Abbiamo fatto dei corsi di formazione e stiamo scoprendo nuove piattaforme con grandi potenzialità”.

Così ogni pomeriggio, alle 16, gli alunni della terza incontrano online la professoressa per parlare di storia contemporanea, e una volta a settimana si apre un salotto letterario: ogni ragazzo, a turno, legge alcune pagine del romanzo ‘Uno, nessuno e centomila’ di Luigi Pirandello e lo racconta alla classe aprendo un dibattito sull’identità. La classe prima, invece, sta portando avanti un racconto a staffette e continua a scrivere per il giornalino scolastico, che questo mese uscirà solo online.

“Cerchiamo di tenere alti l’ottimismo e la creatività dei ragazzi- conclude Luana Catini- e in questo modo, concentrandosi sullo studio, si sentono comunque inseriti in classe e non vivono l’angoscia di quello che sta accadendo intorno”.

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