Coronavirus: scuola, anche a Chieti non si è mai fermata

Coronavirus: scuola, anche a Chieti non si è mai fermata

L'ic Borrelli di Tornareccio ha aderito alla task force per le emergenze educative del ministero dell'Istruzione
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CHIETI – Anche a Tornareccio, in provincia di Chieti, la scuola non si è mai fermata. Le difficoltà dell’istituto comprensivo ‘Borrelli’ sono quelle di una scuola che vive costantemente le difficoltà delle aree interne della provincia italiana: aree estese ed isolate tra loro, comunicazioni complicate a causa di una rete infrastrutturale non ottimale, più plessi scolastici distribuiti in più comuni, cinque per l’esattezza. Ma della stessa costanza è la determinazione a continuare, come racconta a diregiovani.it Loreta Sozio, collaboratrice della dirigente scolastica:

“La sfida di questi giorni è davvero enorme, ma per chi lavora nel mondo della scuola pubblica le sfide sono pane quotidiano, e allora, come facciamo sempre, ci si rimbocca le maniche facendo del nostro meglio. Siamo sicuri che ne usciremo trasformati professionalmente ed umanamente”.

L’istituto ha aderito alla task force per le emergenze educative lanciata dal ministero dell’Istruzione in collaborazione con l’IdO e diregiovani.it:

“La didattica a distanza è ormai partita in tutti i plessi di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Le criticità non mancano, certo- racconta la docente- Innanzitutto non è facile superare la distanza fisica che ci divide; altro problema è la mancanza di autonomia di famiglie e bambini nel gestire i programmi per la didattica digitale se non addirittura la mancanza di strumenti quali dispositivi e connessioni. Per le situazioni più delicate si sono attivati anche i nostri insegnanti di sostegno e pian piano ce la stiamo facendo. Ora vogliamo proseguire nella direzione di valorizzare l’impegno dei nostri alunni e delle nostre alunne”.

“La didattica digitale può essere considerata un’occasione per gli studenti e docenti di aprirsi, con una specie di corso full immersion, al mondo del digitale e ai suoi nuovi linguaggi- conclude la referente dell’istituto per la task force ministeriale- Non neghiamo che la didattica in presenza non sia sostituibile ma questo tempo scuola non sarà perso; servirà da stimolo a riprogettare una didattica della ‘non presenza’, nella consapevolezza che l’aspetto della formazione della persona e della sua capacita’ di relazionarsi e interagire in società non può realizzarsi se non si è immersi nella società”.

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