Il bosone di Higgs protagonista de 'La scuola non si ferma'

Il bosone di Higgs protagonista de ‘La scuola non si ferma’

La lezione del professore Pierluigi Paolucci in diretta sulla pagina Facebook del ministero dell'Istruzione
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ROMA – Raccontare in modo semplice la storia del bosone di Higgs che per 50 anni è stato il rompicapo della comunità scientifica internazionale. Lo ha fatto – durante l’appuntamento bisettimanale #lascuolanonsiferma in diretta sulla pagina Facebook del ministero dell’Istruzione in collaborazione con diregiovani.it – il ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e del Cern di Ginevra Pierluigi Paolucci, uno degli scienziati che nel 2012 era nel team che è riuscito a verificare la teoria di Higgs.

“Una parte importante del mio lavoro è la divulgazione scientifica soprattutto a docenti e ragazzi- ha spiegato Paolucci- ora con la quarantena è diventato ancora più importante, quello che cerchiamo di fare è diffondere un po’ di quello che abbiamo capito dell’universo ad un pubblico più generico”.

Il ricercatore napoletano è infatti impegnato in molti progetti che coinvolgono studenti e studentesse come quello finanziato dall’Unione Europea e dal Cern ‘Arts & Science across Italy’ che, attraverso l’arte, avvicina i ragazzi e le ragazze alla scienza. Ma come spiegare un argomento così complicato come il bosone di Higgs? Paolucci è partito dalla neve.

“Gli scienziati dopo la scoperta degli elettroni si sono chiesti perché le particelle hanno una massa, anche molto diversa tra di loro- spiega Paolucci- Higgs e colleghi avevano tentato di spiegare questo fatto immaginando una neve invisibile che ricopre tutto l’universo dove alcune cose affondano nella neve più delle altre a causa della propria massa, una teoria molto fantasiosa che, dopo 48 anni, è stata verificata”.

Ed è stato proprio il team del Cern del quale Paolucci fa parte che, dopo anni di studio, tentativi e, come racconta il ricercatore stesso, “dopo aver incontrato sul proprio cammino un acquedotto romano e trovato una macchina fotografica capace di scattare 40 milioni di fotografie”, sono riusciti a confermare quella teoria che ha portato poi Higgs e il collega François Elbert a vincere il premio Nobel per la fisica.

“È stato un momento incredibile quando abbiamo invitato Elbert e Higgs al Cern, ogni scienziato da ragazzo sogna di fare una scoperta del genere- racconta Paolucci- ma il punto non è la scoperta ma la spinta collettiva degli uomini e delle donne che portano a quella scoperta. La stessa spinta collettiva che danno oggi scienziati e virologi per combattere la pandemia, ecco perché il finanziamento alla scienza è così importante”. 

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