Ayrton Senna e gli incidenti mortali nella Formula 1

27 anni fa la morte del pilota

Imprese memorabili, carriera leggendaria, spirito immortale. La Formula 1 ricorda Ayrton Senna da Silva, il pilota brasiliano 3 volte campione del mondo morto il 1° maggio 1994 in seguito a un grave incidente su pista nel corso del Gran Premio di San Marino.
Vincitore di 41 GP su 162 disputati, è celebrato ancora oggi come uno dei piloti più forti di tutti i tempi.

La morte di Senna sconvolse il mondo, non solo quello della Formula 1.
Come lui, altri piloti hanno perso la vita sui circuiti, sia in gara che in prova: dalla nascita della competizione automobilistica ad oggi, si annoverano 43 incidenti mortali avvenuti sulle piste mondiali.

Gli incidenti mortali nella Formula 1

La prima vittima della pista fu Cameron Earl, scomparso durante un test drive il 18 maggio del 1952.
Da allora si sono susseguite un numero incredibile di morti, almeno una ogni anno, culminate nel 1973 con i decessi dei due astri nascenti della Formula 1: Roger Williamson e François Cévert.

Uno dei più tragici coinvolse Gilles Villeneuve, durante le qualifiche per il Gran Premio del Belgio 1982 sul circuito di Zolder. Sebbene non vinse mai un titolo mondiale nella sua carriera, è ancora oggi uno dei più celebrati piloti di Formula 1.

La morte di Ayrton Senna

Gli appassionati di Formula 1 ricorderanno il Gran Premio di San Marino del 1994 come “maledetto”.
Fu una gara funestata da vari incidenti, tra cui il ferimento di Rubens Barrichello il venerdì, la morte di Roland Ratzenberger il sabato e quella di Ayrton Senna la domenica.
Senna era al suo settimo giro quando, alle 14.17, perse il controllo della sua Williams, schiantandosi contro un muro di protezione alla curva del Tamburello.
La causa fu la rottura del piantone dello sterzo, che non permise al pilota di curvare in tempo: Senna riuscì solo a frenare, riducendo in circa due secondi la velocità, dai 310 ai 211 km/h.

L’impatto fu frontale e talmente violento da far rimbalzare indietro la Williams di circa 50 metri.
Durante la collisione, una sospensione dell’auto si spezzò, portando con sé una gomma, che colpì Senna alla testa, causandogli un grave trauma cranico.
Inoltre, il puntone della sospensione spezzatosi penetrò nel casco e trafisse Senna nella regione temporale destra, poco sopra l’occhio, provocandogli lesioni fatali.

Trasportato con l’elisoccorso all’Ospedale Maggiore di Bologna, fu ricoverato nel reparto rianimazione.
Ogni sforzo fu vano: alle 18:40, all’età di 34 anni, Ayrton Senna morì senza aver mai ripreso coscienza.

La morte di Jules Bianchi

L’ultimo incidente mortale nella Formula 1 ha coinvolto il pilota francese Jules Bianchi, morto a 25 anni il 17 luglio 2015 in seguito a delle ferite riportate alla testa dopo aver perso il controllo della sua vettura al Gran Premio del Giappone a Suzuka il 5 ottobre 2014. Erano 20 anni che in Formula 1 non avvenivano incidenti fatali.

2021-04-30T16:24:36+02:00