Adolescenti che non dormono: a cosa fare attenzione e quali le cause

                                                                                    di Chiara Del Vecchio, psicologa e psicoterapeuta

Gli psicologi presenti presso gli sportelli d’ascolto dell’IdO in molte scuole secondarie di primo e secondo grado di Roma e provincia, mettono in evidenza che spesso gli adolescenti lamentano difficoltà legate all’addormentamento o alla regolarità di sonno notturno (frequenti risvegli). Il sonno costituisce una componente essenziale della salute dal punto di vista somatico, emotivo-affettivo e cognitivo. In particolare, a livello emotivo-affettivo, il sonno svolge un’azione stabilizzatrice nella regolazione del tono dell’umore, migliorandolo e riducendo i livelli d’ansia e di irritabilità.

Adolescenti che non dormono: il ruolo della melatonina

Sul regolare ciclo sonno veglia possono influire i fattori relativi al ritmo circadiano, ambientali ed emotivi. Durante l’adolescenza, infatti, c’è un ritardo nel rilascio di melatonina (ormone che induce il sonno) da parte del cervello. La conseguenza è che i ragazzi possono non sentirsi stanchi fino a tarda sera e questo li induce a far cose per non annoiarsi. Così può diventare difficile alzarsi la mattina, perché ci si è addormentati tardi, e il sonno risulta insufficiente. Sembra anche che il sonno abbia un basso valore nella lista delle priorità degli adolescenti ed è spesso sottovalutato rispetto al resto. Altri fattori che possono ostacolare il sonno riguardano il consumo di alcolici, di sostanze contenenti caffeina troppo vicino al momento di coricarsi, la presenza di impegni molteplici (attività sociali, scuola, sport, compiti a casa), ma anche le preoccupazioni e l’ansia.

L’effetto della pandemia sul sonno

È importante sottolineare che durante quest’anno pandemico, le difficoltà legate al sonno sono aumentate negli adolescenti e vengono spesso rilette come manifestazioni dovute alle preoccupazioni verso il futuro accompagnate da vissuti di incertezza, paura e sfiducia. I ragazzi raccontano di fare fatica a prendere sonno perché i pensieri occupano la mente e per distrarsi utilizzano poi strumenti digitali che li distraggono dal pensiero disturbante, ma che non favoriscono l’addormentamento. L’ansia è un’altra componente importante che si riscontra in modo sempre più accentuato: il covid-19 ha creato forti squilibri rispetto alla quotidianità dei ragazzi. I continui cambiamenti e le richieste di adattamento persistenti legate al virus e alla vita sociale, familiare e alla scuola sono stati vissuti spesso con sentimenti di precarietà e paure legate all’imprevisto, creando di conseguenza malesseri emotivi con ripercussioni sul corpo, sull’alimentazione e su bisogni vitali come quello del dormire. I ragazzi hanno quindi iniziato anche a manifestare attacchi d’ansia e di panico che hanno avuto bisogno di essere accolti e compresi negli sportelli d’ascolto scolastici. Questi sono emersi spesso nei casi in cui i ritmi di vita si sono sregolati e in cui c’è stata un’impossibilità di esprimere le emozioni e canalizzarle in modo adeguato.

Adolescenti che non dormono: alcolici, stimolanti e fumo sono i nemici

In situazioni del genere, in cui il sonno inizia ad essere compromesso, è importante fare attenzione e limitare l’uso di alcolici, fumo, caffeina e stimolanti (utilizzati per migliorare l’attenzione e le prestazioni cognitive), il tempo trascorso davanti alla tv, i videogiochi, il pc e smartphone nell’ora prima di coricarsi o quando già si è a letto. È quindi importante evitare tutte quelle attività che stimolano la mente piuttosto che facilitare il rilassamento. Quando le difficoltà legate al sonno diventano persistenti e si manifestano con effetti tali da interferire con il normale funzionamento della vita diurna della persona, ci si deve rivolgere ad un professionista per capire come poterle affrontare.

2021-07-21T16:49:10+02:00