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Biella, l’appello dei docenti: “Paura di chiusura, noi presidio fondamentale”

La didattica nell'emergenza all'istituto comprensivo Biella 3

BIELLA – Al chiuso, all’aperto; in funivia, al parco e al museo; saltando, passeggiando e ascoltando testimonianze. È la didattica che resiste all’emergenza sanitaria dell’istituto comprensivo ‘Biella 3’. Infanzia, primaria, secondaria di primo grado. Già durante la prima ondata che portò alla chiusura delle scuole lo scorso febbraio, l’istituto biellese non si era lasciato intimorire dall’imprevisto: 12.000 accessi in pochi giorni alla piattaforma per la Dad allestita nel 2012 e subito riattivata per far fronte alla sfida della pandemia, a dimostrazione, raccontava in marzo la preside Emanuela Verzella, che “c’era un bisogno” nella comunità scolastica. E poi i video-racconti delle maestre per i più piccoli, la pagina Facebook brulicante di aggiornamenti, i concorsi letterari a distanza dove “la scrittura- commentava a maggio la docente Carla Saldì- più di ogni altro approccio, ha aiutato a costruire un clima di unione dentro la classe nonostante la distanza”.

E ora, pur nella complessità di un anno così difficile, colpiti anche dalla perdita recente di una maestra (Genny Billotto, 29 anni, era affetta da una patologia cardiaca), le insegnanti continuano sulla strada della didattica creativa, capace di sfruttare al meglio le possibilità date da una situazione inedita: un giorno è trekking urbano verso il cuore di Biella, alla scoperta dei Giardini Zumaglini, del Battistero, della funicolare e dello storico quartiere ‘Piazzo’, per immergersi poi nella natura della mostra ‘Selvatica’ tra fotografie, sculture, dipinti e laboratori didattici per le competenze trasversali; un altro giorno è grammatica all’aria aperta, ogni salto la coniugazione di un verbo; un altro giorno ancora è l’incontro con un’ex allieva, l’atleta paralimpica Nicole Orlando.

Un quadro vivace, di attività pensate per la presenza sicura a scuola, condizionato dal timore di nuove chiusure. Timore misto a speranza, come espresso dalla dirigente scolastica Emanuela Verzella, a nome del collegio docenti, in un appello rivolto ai massimi vertici istituzionali locali e nazionali:

“Il Collegio dei docenti dell’istituto comprensivo Biella 3 si appella al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, all’intero Consiglio dei Ministri e a tutto il Parlamento – a partire dai deputati e dai senatori eletti nel nostro territorio – unitamente alle istituzioni regionali, dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, all’assessora all’Istruzione, Elena Chiorino, all’intera giunta regionale e al consiglio regionale – e nello specifico ai Consiglieri Regionali eletti nel nostro territorio – affinché considerino la scuola un presidio fondamentale da proteggere e tutelare attraverso la garanzia di una didattica in presenza come condizione necessaria per la tenuta sociale del nostro Paese”, scrive in una nota il collegio. E prosegue: “La situazione pandemica che sta interessando, in questa cosiddetta ‘seconda ondata’, il nostro Paese e la nostra provincia desta, ovviamente, preoccupazione ed apprensione per la salute di tutta la nostra comunità scolastica. La scuola italiana e il nostro istituto nello specifico ha, da mesi, lavorato per mettere in sicurezza tutti i nostri plessi e le nostre aule, con investimenti importanti di decine di migliaia di euro, formando il personale, istruendo tutte le famiglie dei nostri e delle nostre alunne rispetto ai protocolli nazionali e regionali volti a prevenire il contagio da Covid-19”. Lavoro che “speriamo possa essere tutelato e preservato perché la Dad ha segnato profondamente le abilità e le competenze acquisite soprattutto per la scuola dell’infanzia e primaria”. Abilità e competenze che “a fatica, in queste settimane, tutto il corpo docente sta provando a recuperare anche grazie al personale specifico che il ministero dell’Istruzione ha permesso di assumere”. “Il Collegio docenti dell’istituto comprensivo Biella 3 esprime per questo forte preoccupazione rispetto a una possibile chiusura delle scuole del primo ciclo formativo, per ora non ancora all’ordine del giorno, ma nel novero delle ipotesi sul tavolo degli organi competenti. Riteniamo di poter affermare, però, che le nostre scuole rappresentano un efficace presidio formativo (e sanitario), essenziale per la costruzione dei cittadini e delle cittadine di domani e che la didattica in presenza – oltre al forte valore formativo – ha un’insostituibile valenza pedagogica determinata dalla relazione diretta tra insegnante ed alunno che riteniamo debba essere preservata il più possibile”.

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2020-11-02T12:21:21+01:00