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EDUCA, la seconda giornata del festival di Rovereto

ROMA- Tante le iniziative organizzate nella giornata di sabato 16 aprile, la seconda di Educa, il Festival dell’Educazione in corso a Rovereto.

Dedicata al tema “Libertà e Regole”, nel corso dell’inziativa sono stati organizzati diversi incontri. Ecco una sintesi:

DALLA DIDATTICA 2.0 ALLA PEDAGOGIA 2.0

Dialogo Le professioni del futuro educa 2016 7 incontro nazionale sull'educazione libertà e regole_16_2016_Professionidialogo

Quali saranno le professioni del futuro? E come deve essere ripensata la scuola? Questi gli interrogativi al centro dell’evento organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler. L’incontro è stato aperto dal vicepresidente e assessore alla sviluppo economico e lavoro, Alessandro Olivi, che ha parlato delle politiche e dei progetti messi in campo dalla Provincia per rispondere alla grande sfida che è generare opportunità per quei lavoratori che iniziano oggi le scuole dell’obbligo. Per il presidente di Fbk Francesco Profumo, già ministro dell’Istruzione, “l’educazione sarà un fattore centrale per la crescita e lo sviluppo della società e il docente sarà un professionista chiave”. Tra gli ospiti anche Salvatore Giuliano, dirigente scolastico di uno degli istituti più all’avanguardia d’Italia, per il quale bisogna passare dalla didattica 2.0 alla pedagogia 2.0.

I BAMBINI HANNO DIRITTO ALLA LENTEZZA

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Sempre più numerosi i ragazzi e bambini, dalla vita apparentemente normale, che si presentano al Pronto Soccorso con un disagio psichico che nasconde un grande dolore: iperstimolati, addestrati a primeggiare, incapaci di trovare la forza di reagire ad una delusione. E’ quanto è emerso nel dialogo tra la dottoressa Costanza Giannelli, direttrice dell’Unità ospedaliera di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale S. Chiara di Trento, il maestro Franco Ulcigrai, Cofondatore della scuola Steineriana il Cerchio di Rovereto e Maurizio Camin, direttore della cooperativa sociale L’Ancora.

IL TIROCINIO SCOLASTICO: DA OBBLIGO A OPPORTUNITÀ

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A pochi giorni dalla firma del protocollo tra Provincia autonoma di Trento e Federazione Trentina della Cooperazione, la presentazione a Educa delle Cooperative Formative Scolastiche, il nuovo strumento che dal prossimo anno scolastico consentirà agli studenti trentini di svolgere il tirocinio obbligatorio introdotto dal pacchetto ‘Buona scuola’. E il Trentino così diventa avamposto a livello nazionale.

L’EREDITÀ PIÙ GRANDE È ESSERE FIGLI DESIDERATI

Dialogo il dolore dei narcisi radici e ali educa 2016 7 incontro nazionale sull educazione libertà e regole_16_2016_doloredeinarcisidialogo

Lo psicoanalista Massimo Recalcati ha parlato di madri e padri e di come è cambiato il loro ruolo nell’educare alla libertà e al desiderio. L’esperienza del limite è necessaria perché nasca il desiderio. La libertà sta nella consapevolezza dei vincoli. La madre salva, si prende cura in modo particolare e unico, dona la libertà. Ma le donne oggi vivono anche la maternità come un attentato alla propria femminilità. I padri, oggi spesso in crisi di identità, devono custodire il senso del limite senza godere di questo potere. Ed educare i figli al desiderio.

SERVONO NUOVE REGOLE PER COMUNICARE (ED ESSERE LIBERI)

Incontro la scrittura come pratica e come metafora educa 2016 7 incontro nazionale sull educazione libertà e regole_16_2016_Scritturaincontro

Scuola, genitori, ma anche aziende e, in generale, tutti gli attori della comunità hanno il dovere di fornire alle nuove generazioni gli strumenti necessari ad affrontare con consapevolezza l’attuale sistema di comunicazione. È questa la chiave per offrire ai giovani una nuova libertà, come ha spiegato Lorenzo Carpanè protagonista di “La scrittura come pratica e come metafora”.

DACIA MARAINI: SERVE UN NUOVO UMANESIMO

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La scrittrice, poetessa, saggista e drammaturga, stimolata dalla giornalista Corona Perer, ha discusso di regole, politica, etica e storia. Secondo Maraini le regole servono perché “più è civile la società e più trova dei compromessi fra le varie libertà”, però ciò che conta maggiormente è l’esempio, nel suo caso quello positivo dei genitori che, fin dalla prigionia in Giappone durante il secondo conflitto mondiale, le hanno sempre insegnato ad “aver rispetto di se stessi”. Sui giovani e le regole poi bisogna “cercare di ricostruire un nuovo Umanesimo, per uscire da questa terribile cultura del mercato”. Le scuole infine dovrebbero trasformarsi da luogo dell’informazione a luogo della formazione e soprattutto riuscire a stimolare l’immaginazione, che è il motore dei sensi.