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Wilde Salomé: una libera sperimentazione tra cinema e teatro

Wilde Salomé posterROMA – A cinque anni dalla sua realizzazione, Wilde Salomé, in uscita il 12 maggio, torna in Italia grazie a Distribuzione Indipendente in una versione di 88 minuti (in esclusiva per le sale italiane) appositamente rimontata da Al Pacino. Ieri a Roma l’anteprima per la stampa.  Il film sarà disponibile in versione originale con sottotitoli in italiano e in versione doppiata in lingua italiana. Tra i doppiatori coinvolti Gabriele Lavia (Al Pacino), Annamaria Guarnieri (Roxanne Hart), Filippo Gili (Kevin Anderson), Paolo Sassanelli (Robert Fox). La pellicola non ha ricevuto un feed-back positivo nei Paesi anglosassoni. In Italia, però, ha riscosso successo in occasione della 68esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove si è aggiudicato il premio Queer Lion, conquistando pubblico e critica.

Il protagonista de “Il Padrino” di Coppola porta sul grande schermo una pellicola “tracontante” e complessa, due elementi che si ritrovano nella costruzione dei diversi livelli narrativi: il racconto di come viene realizzato lo spettacolo teatrale e la sua messa in scena; la storia di Oscar Wilde e, a raggruppare questo corpus, la macchina da presa per la realizzazione del film. Una sorta di metateatro plautiano.

Il lavoro di Al Pacino è stata una celebrazione ad Oscar Wilde, che ha folgorato il regista-attore nel corso di questo “incesto artistico” tra cinema teatro, due “fratelli” d’arte per eccellenza. Una pellicola “singolare” quella del protagonista di “Scarface”. Una particolare rappresentazione della messa in scena e di tutte le dinamiche che vengono a crearsi dietro “le quinte”.

Un impatto forte sul pubblico per via di un climax crescente di emozioni raccontate dal film grazie, anche, all’intensità della recitazione dal vivo. Senza contare, poi, la pressione su Al Pacino da parte dei produttori cinematografici che ritengono che il tempo sia solo “money” (denaro). E ancora, il regista dietro la macchina da presa che seguiva passo passo la lettura scenica dicendo agli attori, con gran vigore, l’intensità della battuta, del movimento e dello sguardo.

Alla fine della proiezione per la stampa, uno dei doppiatori ha rivolto al pubblico una domanda (anche se è stata una sua curiosità): “Secondo voi, perché non è mai stato nominato il ritratto di Dorian Grey?”. Non c’è una spiegazione a questa “mancanza”, se così si può definire. Forse è Al Pacino la personificazione di Dorian Grey che si palesa attraverso la continua ricerca della perfezione degli elementi che compongono la narrazione del regista-attore. Grazie a questa produzione, il pubblico ha riscoperto Oscar Wilde, o meglio, ha arricchito la conoscenza di uno degli scrittori più reazionari e fuori dall’ordinario della storia.

Curiosità ed altri dettagli sul film

“Salomé” è il più controverso lavoro di Oscar Wilde. A vent’anni da “Looking for Richard”, Al Pacino prende nuovamente per mano lo spettatore, accompagnandolo in una brillante storia di lussuria, avidità e vendetta, cheWilde Salomè racconta la leggenda del Re Erode bramoso della giovane figliastra Salomé, innamorata, a sua volta, di Giovanni Battista. Attraverso una libera sperimentazione tra cinema e teatro, Al Pacino filma e racconta un’ossessione personale: con Wilde Salomé riprende i preparativi, le prove e la messa in scena di questa affascinante e controversa opera teatrale, e parallelamente cerca di costruire un quadro completo del noto scrittore irlandese, sia come persona che come artista. Per farlo, si reca nel deserto del Mojave, in Irlanda e nel Regno Unito, facendosi aiutare da alcune guest star come Gore Vidal e Bono, pronti a discutere di Wilde e della sua opera più scandalosa., del suo folle e perverso desiderio per la giovane figliastra Salomé, innamorata, a sua volta, di Giovanni Battista. Con Wilde Salomé, Pacino porta al cinema la propria versione teatrale di questa discussa opera: “Salomé è il mio tentativo di fondere l’opera teatrale e il cinema. Fare in modo che questo ibrido funzioni è stato il mio obiettivo: unire tutta la qualità fotografica del cinema a quell’essenza dell’acting che è propria del teatro”, dichiara l’attore e regista. Non un mero documentario ma un esperimento cinematografico che abbandona la tradizionale rappresentazione e narrazione per raccontare la fatica e le difficoltà incontrate durante la messa in scena di questo capolavoro del XX secolo.

Nel cast di Wilde Salomé, tra gli altri, Jessica Chastain, Kevin Anderson, Roxanne Hart, Estelle Parsons, Barry Navidi, Joe Roseto. E con la partecipazione straordinaria di Merlin Holland (biografo, editore, unico nipote di Oscar Wilde), Bono (che al film regala anche il brano “Salomé”, eseguito proprio dagli U2), Gore Vidal, Tom Stoppard, Tony Kushner.