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Kong: Skull Island, torna la storia della bella e la bestia

kong skull island 2ROMA – Kong: Skull Island è stato presentato ufficialmente, in questi giorni, al Comic-Con di San Diego. Con il film, che vedrà la luce solo nella primavera del 2017, torna una delle più mostruose e amate creature di ‘celluloide’ di tutti i tempi: King Kong.

Kong: Skull Island, kolossal dal profumo hollywoodiano

Il film, ancor prima di uscire, entra di diritto nella storia del cinema. Girato con un budget di ben 190 milioni di dollari, Kong: Skull Island è un concentrato di tecnologia ed effetti speciali. Mozzafiato la fotografia, stellare il cast. Jordan Vogt-Roberts (The Kings of Summer) alla regia, Brie Larson, già Oscar per The Room, Tom Hiddleston e Samuel L.Jackson i protagonisti.

Kong: Skull Island, la sinossi

Approdare sull’isola del Teschio non piace a nessuno ma, quando di mezzo c’è la vita di una persona cara, le cose cambiano. Tutto ruota intorno alla spedizione organizzata per salvare il fratello di un uomo (il personaggio interpretato da Tom Hiddleston) dato per disperso sull’isola. Qui regna una flora e una fauna mai vista. Animali dati per estinti, qui sono vivi, vegeti e affamati. Di carne umana s’intende. Tra loro la grande scimmia Kong.

Kong: Skull Island, la storia di una ‘scimmia’ mai banale

A differenza di altri film del genere King Kong ha sempre avuto un significato particolare. Mai fine a se stesso come, nel caso di altri animali mostruosi. La ‘bestia’ che all’inizio del film tuttiking kong jessic lange vorrebbero uccidere, alla fine si trasforma nella creatura da salvare dalla barbarie dell’uomo. I suoi sentimenti umani vengono fuori e il pubblico, come in un evento catartico, si schiera dalla sua parte. Piange quando tutto finisce. I film di King Kong sono, e non è un caso, usciti al cinema sempre in momenti storici molto particolari. “L’ambientazione non è quella del Kong del 1933 o del remake di Peter Jackson, quando la Depressione mise ko il Paese, ma gli anni Settanta del malcontento civile e degli scandali politici”, ha dichiarato Jordan Vogt-Roberts. “Un’epoca che ha un’alta risonanza con il mondo contemporaneo”.

King Kong, i precedenti illustri

Il primo della serie dei film di Kong vide la luce nel lontanissimo 1933. ‘The Son of Kong’ ebbe un tale successo da salvare la casa di produzione RKO dal fallimento. La pellicola rigorosamente in bianco e nero, per l’epoca, fu un vero e proprio trionfo di effetti speciali. Fu poi la volta di “Il trionfo di King Kong”  del 1962. Qui l’ambientazione è giapponese e la regia è di Ishirô Honda. Kong incontra e combatte contro un altro gigante, Godzilla. È del 1976 il King Kong più amato e conosciuto. La produzione è di Dino De Laurentiis, gli effetti speciali dell’incommensurabile Carlo Rambaldi che costruì la più grande creatura del cinema, 12 metri di altezza, mai realizzata prima per il grande schermo. Il mondo conobbe anche Jessica Lange, la bella e bionda umana chiamata a contrastare la ‘bestia’. Dopo il trionfo della pellicola che parlava molto italiano una serie di film che oggi si potrebbero etichettare di ‘serie B’. Infine il grande ritorno con il King Kong del 2005 di Peter Jackson, remake del film del ’33.