“Chi ti aiuterà”, il disco d’esordio dei Rickson

ROMA – “Chi ti aiuterà” è il disco d’esordio dei Rickson. Un titolo che è una domanda, ma insieme un’affermazione ed uno stimolo per trovare soluzioni alle tempeste quotidiane che ci scompensano la vita. Una dualità che trova spazio anche nei testi delle otto canzoni che compongono l’album del quartetto aretino, dove accanto a liriche crude che parlano di problemi sociali, personali e sentimentali, c’è comunque sempre spazio per un barlume di speranza e per una possibilità di rinascita. Il tutto adagiato su sonorità in cui le radici anni ’60 e ’70 della band si sposano a digressioni synth pop, brani di matrice più elettrica ed intime ballate pianistiche.

Un album che ‘vuole solo raccontare qualcosa’

“Questo nostro esordio è sicuramente un disco sentito, anche per il modo artigianale in cui ha preso forma, nella nostra sala prove isolata dal mondo – raccontano i Rickson -. E’ un album che non vuole insegnare nulla a nessuno, solo raccontare qualcosa, nello specifico le nostre storie, per farle diventare un piccolo simbolo di quelle di tanti nostri coetanei, sparati senza rete di salvataggio in questa epoca schizofrenica. Sicuramente, in fondo a queste otto canzoni, c’è questo: la sincerità, la voglia e l’esigenza di dare voce alla nostra generazione”.

Biografia

I Rickson nascono nel 2015 da un’idea dei fratelli Cesare e Adriano Capuani, a cui presto si uniscono Fabrizio Aiudi e Francesco Menghini, andando a formare un quartetto che aveva già avuto esperienze musicali comuni in passato. La band inizia da subito a comporre ed arrangiare i propri brani, esibendosi live in diversi club della propria area geografica. A fine 2015 i Rickson si chiudono nella loro sala prove personale a Badia Tedalda (AR), un piccolo paese tra Toscana e Romagna, trasformata per l’occasione in uno studio di registrazione. Qui danno vita alle otto tracce che compongono il loro album d’esordio “Chi ti aiuterà”, che dopo una ghost release vede la luce ufficialmente il 3 febbraio 2017.