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La legge della notte, Ben Affleck torna al cinema da regista e attore

la legge della notteROMA – Un fuorilegge anticonvenzionale, figlio del vice sovrintendente della polizia di Boston ma in cerca di un riscatto che lo porta a vivere una vita che non si aspettava. Ben Affleck torna così nelle vesti di Joe Coughlin in La Legge della notte, la sua ultima fatica da regista, attore e sceneggiatore al cinema dal 2 marzo tratta dal romanzo di Dennis Lehane.

 La legge della notte: la trama

Reduce dalla prima guerra mondiale, Joe – a differenza dei gangster per cui si rifiuta di lavorare – ha senso della giustizia  e un grande cuore ma spinto dal desiderio di riparare a dei torti subiti imbocca un percorso irto di pericoli che va contro il suo codice morale. Lasciatosi alle spalle la fredda Boston, Joe e la sua banda provvedono a riscaldare l’ambiente di Tampa. E se la vendetta è dolce come la melassa che viene usata per correggere il rum che lui contrabbanda, Joe imparerà presto che tutto ha un prezzo da pagare.

Nel cast, insieme all’attore premio Oscar e autore della sceneggiatura, Zoe Saldana, Elle Fanning, Brendan Gleeson, Chris Messina, Sienna Miller, Chris Cooper e Remo Girone. Alla produzione, tra gli altri, Leonardo Di Caprio.

La legge della notte, il viaggio di Joe tra il bene e il male

Il film, della durata di 128 minuti, è un continuo viaggio del protagonista tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. Joe agisce da “cattivo” ma rimane comunque un bravo ragazzo, per sua stessa ammissione: “Non voglio essere un gangster. Ho smesso di baciare anelli tanto tempo fa”. Il “baciamano a Maso Pescatore, interpretato dall’italianissmo Girone, è quindi solo un intermezzo – seppur importante – per riaffermare i propri principi.

“Joe è del tutto consapevole di aver scelto di essere un fuorilegge in una città gestita da gangster, con le mafie irlandese ed italiana in guerra tra loro”, racconta il protagonista. “Ciò che trovo più intrigante in lui è il fatto che pur infrangendo le leggi  e creandosi le proprie regole, la sua moralità lo previene dal considerarsi esso stesso uno di loro, un gangster”.

La legge della notte, un film in cui manca qualcosa

Nel film tutti gli elementi per un film in pieno genere criminale anni ’20. Donne bellissime, uomini pericolosi, sparatorie con relativo spargimento di sangue e inseguimenti in auto. Tutto sembra al suo posto, eppure qualcosa manca. Manca il pathos giusto che dà a questo genere di film quel tocco in più. Mancano degli elementi, difficili da definire, che potrebbero coinvolgere maggiormente il pubblico. Delle emozioni che permetterebbero allo spettatore di entrare nella psicologia dei personaggi. Non si torna a casa portando i protagonisti nel cuore insomma.

Ben Affleck rimane troppo “bravo ragazzo” per riuscire a interpretare un fuorilegge, seppur buono. Forse, è proprio quel suo lato positivo a togliere enfasi a Joe. Il doppiaggio nella versione italiana di certo non aiuta l’attore nella resa del personaggio.

Nella pellicola a brillare sono per lo più le tre donne protagoniste con una speciale menzione ad Elle Fanning, sempre naturale e a suo agio nonostante i suoi 17 anni all’epoca delle riprese. “Elle ha dato a Loretta una presenza angelica e, allo stesso tempo, un’innocenza perduta”, dice di lei la produttrice Jennifer Davisson. “Riuscire a fare ciò è più complicato di quanto sembri ma per il personaggio era importante e lei c’è riuscita”.

La legge della notte rimane, quindi, un film sufficiente e di certo non tra i migliori film dell’attore Premio Oscar. Come si dice in questi casi: “Ben potevi fare di più!”.