Da una piccola Università del Sud al premio internazionale ‘misuristi’

La storia di Grazia Iadarola, ingegnere elettronico di 31 anni
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ROMA – I ricercatori italiani non smettono di stupire. Nel ricco albo d’oro delle nostre menti eccellenti si è da poco inserita anche Grazia Iadarola, ingegnere elettronico e misurista di 31 anni, vincitrice di un premio internazionale su scala mondiale. La comunità dei Misuristi, l’IEEE Instrumentation and Measurement Society, con sede principale negli Stati Uniti, le ha conferito il “Best Dissertation Award” per la miglior tesi di dottorato. Originaria di Cerreto Sannita, un piccolo comune di 3mila 700 abitanti in provincia di Benevento, ha studiato all’Università del Sannio, altrettanto piccolo Ateneo che conta poco più di 5mila iscritti (nulla in confronto ai numeri delle grandi italiane, che in alcuni casi superano 40mila studenti). La dimostrazione che la formazione in Italia è un valore assoluto a prescindere dalle dimensioni e dalla caratura delle Università, oltre che dalla loro collocazione geografica. Il Sud si conferma infatti fucina di talenti nonostante “ci sia un divario evidente (in termini di prospettive lavorative, ndr) tra il Nord e il Sud”, ammette con un pizzico di rammarico Iadarola. 

L’INTERVISTA A GRAZIA IADAROLA

COSA VUOL DIRE ESSERE MISURISTA? 

Un misurista è un ricercatore, ma anche un ingegnere, un fisico, che lavora nel campo della metrologia, ossia la scienza delle misure. Per fare qualche esempio pratico: il nostro peso si esprime in chilogrammi, il tempo in secondi, la corrente in ampere. Noi studiamo questo”.

QUINDI UN INGEGNERE ELETTRONICO NEL CONCRETO DI COSA SI OCCUPA?  CHE IMPATTO HA SULLA VITA DI TUTTI I GIORNI?

“Le schede all’interno dei nostri smartphone e dei nostri notebook sono state progettate, realizzate e valutate da un ingegnere elettronico. Ci occupiamo anche di valutazione e ricezione dei segnali, quindi operiamo anche nel settore delle telecomunicazioni”.  

TU IN QUALE AMBITO SEI IMPEGNATA? 

“In questo momento mi sto occupando di compressione di segnali, anche di progettazione di dispositivi utili, per intenderci, a recuperare spazio. Stiamo parlando tra le altre cose di 5G e Internet of Things

(Gli oggetti, le “cose”, si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri. Fonte: P. Magrassi, Supranet in “Dizionario dell’economia digitale”, a cura di V. Di Bari, Sole 24Ore Pirola, Milano, 2002)  

Mi sto occupando anche di compressione dei segnali in ambito biomedicale così da controllare lo stato di salute di un paziente a distanza”. 

PENSI CHE L’ITALIA FACCIA ABBASTANZA PER TRATTENERE I PROPRI TALENTI?

“E’ un dato di fatto che l’Università italiana non sia ai primi posti in termini finanziamenti, e non sia al livello dei nostri ricercatori che si collocano ai primi posti nel Mondo, così come della formazione nei nostri Atenei che si conferma eccellente”.

PENSI CHE AL SUD SIA PIU’ DIFFICILE EMERGERE? 

“Provengo da una Università molto piccola e ribadisco: è la conferma che anche in questi Atenei la formazione è eccellente. Al Sud c’è però un indotto industriale diverso e questo certamente ci penalizza”. 

CHI VUOI RINGRAZIARE PER QUESTO PREMIO? 

“La mia famiglia e i professori che mi hanno seguito in questo percorso, senza dubbio”.

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Autore: Piero Bonito Oliva
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