Da Draghi a Johnson, allo Youth4climate oggi è il giorno dei Capi di Stato

Il presidente italiano ha incontrato le attiviste Greta Thunberg, Vanessa Nakate e Martina Comparelli

30 Settembre 2021

Allo Youth4climate in corso a Milano, oggi è stata la volta dei Capi di Stato. Per l’occasione, il presidente Mario Draghi ha incontrato le attiviste Greta Thunberg, Vanessa Nakate e Martina Comparelli durante l’evento ‘Youth4Climate: Driving Ambition’. Tra i temi del colloquio l’impegno dell’Italia nella lotta ai cambiamenti climatici e nella riduzione delle emissioni inquinanti, sul piano nazionale, europeo ed internazionale, alla luce della Presidenza del G20 e della partnership con il Regno Unito per la COP26.

Le parole del presidente Mario Draghi allo Youth4climate

“Vorrei ringraziare tutti i giovani che negli ultimi mesi hanno lavorato con così tanto impegno, soprattutto nel corso di questi tre giorni. Rappresentate la generazione di giovani più grande nella storia. Circa 3 bilioni di persone con meno di 25 anni, la maggior parte delle quale vengono da paesi a basso e medio reddito. Questa generazione, la vostra generazione, è la più minacciata dai cambiamenti climatici. Sapete fin troppo bene quali sono le conseguenze drammatiche delle disuguaglianze globali in termini di povertà, malnutrizione, accesso a servizi sanitari”, ha spiegato Draghi. E ancora, rivolgendosi ai giovani: “Sono convinto che abbiamo tanto da
imparare dalle vostre idee, i vostri suggerimenti e la vostra leadership. La vostra mobilitazione è stata di grande impatto, e potete starne certi: vi stiamo ascoltando”. Agire velocemente, per Draghi, è l’unica soluzione: “Avete ragione a chiedere una responsabilizzazione, a chiedere un cambiamento. L’attuale andamento ci dice che non stiamo riuscendo a mantenere la nostra promessa di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi. La pandemia ed i cambiamenti climatici hanno contribuito a spingere quasi 100 milioni persone in povertà estrema, portando il totale a 730 milioni. La crisi climatica, la crisi sanitaria e quella alimentare sono strettamente correlate. Per affrontare tutte queste crisi, dobbiamo agire più velocemente, molto più velocemente, e con più efficacia”.

youth4climate

Boris Johnson: “Cop26 punto di svolta per il futuro dei giovani”

Discorsi, quelli dei leader intervenuti stamattina, incentrati soprattutto sul futuro dei giovani, come dimostrano anche le parole del primo ministro inglese Boris Johnson, intervenuto virtualmente al summit di Milano: “Quella davanti a noi è una situazione spaventosa e urgente. I politici come me e Mario Draghi ormai sono anziani e proprio per questo devono impegnarsi a restituire un mondo migliore ai giovani. Innanzitutto, mantenendo gli obiettivi fissati per la Cop26, a partire dal ‘Net zero’. I giovani pagheranno conseguenze se non agiamo. Chi è nato nel 2020- ha proseguito- avrà 7 volte più problemi a causa del cambiamento climatico rispetto ai suoi genitori, ma i ragazzi non devono pagare il prezzo delle generazioni precedenti”.  Il primo ministro britannico ha detto di “comprendere” la rabbia di chi protesta: “Il futuro gli viene rubato davanti agli occhi”. L’inquilino di Downing Street rimane ottimista, perché “c’è ancora tempo per mettere il piede sul freno”. Johnson, ringraziando il governo italiano per questi “giorni importanti organizzati a Milano”, guarda alla Cop26 come all’evento in cui realizzare “davvero una svolta”, grazie ai giovani “che fanno sentire la loro voce agli adulti” e al “fondo da 100 miliardi di dollari” che gli Stati più ricchi destineranno ai Paesi in via di sviluppo.

Guterres (ONU): “I paesi ricchi mantengano le loro promesse”

Allo Youth4climate anche Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, che attraverso un
videomessaggio, ha affermato che le proteste dei giovani, “sono giuste”, perché “solo se loro alzano la voce i Paesi più sviluppati capiscono che devono muoversi e offrire aiuto e resilienza a quelli in via di sviluppo”. Fondamentale per Guterres è il finanziamento promesso dagli Stati più ricchi del mondo: “Hanno promesso di allocare 100 miliardi di dollari, ora devono mantenere questo patto, come devono sostenere l’Accordo di Parigi” ha ribadito. Come il premier britannico Boris Johnson, intervenuto prima di lui, anche Guterres ha ringraziato il governo italiano per l’appuntamento di Milano, che ha coinvolto 400 giovani impegnati per la crisi climatica provenienti da tutto il mondo.

John Kerry (Stati Uniti): “Occorre mobilitarsi come negli Anni 60”

Nell’impegno in difesa del clima “dobbiamo spingere i paesi a fare più di quello che hanno promesso di fare”. Serve una mobilitazione, “negli anni 60 io c’ero, ero nelle strade” e “abbiamo spinto per un cambiamento”, quando si lottava per i diritti civili e la pace. “Ora dobbiamo tornare al lavoro, e nessuno lo farà meglio dei giovani di tutto il mondo”, se si impegnano “per i diritti civili, l’eguaglianza, l’ambiente, l’aria pulita”, quindi “tutti si schierino per ottenere il risultato”. Queste le parole di John Kerry, inviato speciale presidenziale degli Stati Uniti per il clima all’incontro di stamattina. “Noi possiamo farcela di nuovo contro dei potenti interessi”, ha esortato Kerry, ma si dovrà “costruire l’occasione per rendere tutti responsabili” con “un nuovo livello trasparenza e responsabilità”, e “lo possiamo fare con la tecnologia di oggi”, infatti “possiamo avere l’impronta di carbonio di ogni industria o paese nel mondo”. Ciò detto, “grazie per essere qui e per far parte di questo sforzo”, ha proseguito Kerry, “ricordo le parole di Robert Kennedy quando eravamo in Sudafrica contro l’apartheid”. L’inviato per il clima dell’amministrazione Biden cita quindi il discorso all’Università di Città del Capo tenuto da Robert Kennedy il 6 giugno 1966. “Il primo pericolo è quello della futilità, la convinzione che non ci sia nulla che un uomo o una donna possano fare contro l’enorme schiera di mali del mondo- ha detto Kerry- Eppure molti dei grandi movimenti, di pensiero e di azione, sono scaturiti dall’opera di un solo uomo o di una sola donna”, e “ogni volta che un uomo o una donna si batte per un ideale, o agisce per migliorare la sorte degli altri, o si batte contro l’ingiustizia, invia una piccola onda di speranza, e incrociandosi da un milione di diversi punti tutte quelle onde costruiscono una corrente che può abbattere i muri più possenti dell’oppressione e della resistenza”.

2021-10-01T11:19:04+02:00