Maturità. Seconda prova, è crisi per l’esercizio sul serbatoio, ma…

ROMA – “Una prova più tosta rispetto alle esercitazioni fatte durante l’anno” così commenta ai microfoni di Diregiovani Giuliano, uno fra i primi ad uscire dal Liceo Scientifico Avogadro di Roma dopo la seconda prova. Una prova che presentava le sue difficoltà, ma comunque affrontabile, come ci racconta Marco: “Era tosta, ma si poteva fare. Sicuramente se l’avessi svolto a casa sarebbe andato dieci volte meglio”.

A fare da controcampo da Marco è Giovanni che dichiara: “Sinceramente è andata uno schifo. Ma è vero che sono anche particolarmente pessimista…”. Arriva poi Adriano che si inserisce nella conversazione e dice: “Se uno si accontenta di 10/15esimi è andata più che bene”.

Problemi di probabilità, limiti, ma l’esercizio che ha messo tutti in crisi è stato quello sul serbatoio da riempire di gasolio che Adriano non ha fatto anche se: “Era pure interessante, ma era troppo difficile”. Per Marco, però, “con un po’ di calma si poteva fare pure quello”. Adesso però tutta la concentrazione è per la terza prova “il problema della terza prova – sottolinea Giuliano – è che ci sono tante materie”. “Speriamo che esca la tipologia a due domande, perché è più semplice” spiega Giovanni. Mentre per Marco: “puo’ andare benissimo o anche uno schifo”. Il segreto, comunque, per Adriano e’ sempre uno: “studiare, studiare, studiare”. Anche se per Giuliano “se uno ha studiato tutto l’anno prendere la sufficienza non e’ un problema, il problema sara’ prendere il massimo”.