Al Maker Faire Roma anche sicurezza e ambiente al centro dei progetti

Al Maker Faire Roma anche sicurezza e ambiente al centro dei progetti

Studenti protagonisti su temi sociali alla fiera dell'innovazione
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ROMA – Prototipi e dispositivi per il monitoraggio dell’ambiente e per la sicurezza, oltre alla realtà aumentata applicata: sono alcuni dei progetti presentati dagli studenti delle scuole superiori appassionati di informatica e robotica che hanno partecipato alla settima edizione di ‘Maker Faire Rome – The European Edition 2019’. Tra questi il sistema composto da due robot che interagiscono tra di loro, un drone (Eagle) e un rover (Beagle). Si chiama ‘Eagle & Beagle’ ed è il progetto di due alunni piemontesi del liceo ‘Monti’ di Chieri, in provincia di Torino.

Per la ‘Call for schools’ organizzata da Innova Camera in collaborazione con il Miur, questi studenti hanno progettato un rover dotato di un sistema di autopilotaggio grazie al quale può muoversi autonomamente ed essere utilizzato come sistema di videosorveglianza domestica. Questo progetto può tornare utile anche in caso di eventi sismici: è infatti in grado di evitare e superare ostacoli e non ha problemi ad avanzare tra le macerie per realizzare riprese video o cercare dispersi.

Anche gli studenti del dell’ITT ‘Pacinotti’ di Fondi, a Latina, hanno voluto mettere la sicurezza al centro del proprio progetto: un ‘Casco Smart IoT’ antinfortunistico che permette di monitorare il lavoratore in cantiere in modo da sapere eventuali situazioni di pericolo ed avvisare con allarmi. Il casco da lavoro Smart IoT è un elmetto per lavoratori edili intelligente (oppure un casco per moto e bicicletta o controllo bimbi) con cui è possibile conoscere la posizione in tempo reale, anche in caso di occultamento del ferito, con latitudine, longitudine ed elevazione. Il casco con l’accelerometro riesce a determinare l’eventuale caduta improvvisa o a percepire lo stato di fermo del lavoratore in caso di inattività oltre un certo periodo, mentre con un GPS determina la posizione precisa e la visualizza su mappa e, con un sensore di temperatura e umidità, la condizione di lavoro. L’elmetto viene munito anche di un pulsante di emergenza o S.O.S. nel caso in cui il lavoratore richieda un intervento urgente.

L’aspetto ambientale è invece il fulcro dei progetti degli studenti lombardi dell’istituto superiore ‘Fermi’ di Mantova e siciliani dell’ITET ‘Rapisardi-Da Vinci’ di Catalnissetta. I primi hanno prototipato ‘ReciclaGame’, un sistema per lo smaltimento delle materie plastiche, ad oggi uno dei problemi maggiori per l’ecosistema mondiale. Gli studenti dell’istituto ‘Enrico Fermi’ hanno così voluto sviluppare un progetto che prevede di utilizzare ‘galleria mellonella’, un insetto in grado di digerire polietilene. Dalla plastica alla seta: infatti il prodotto principale della bio-conversione del polietilene ad opera di galleria mellonella, una camola dalle incredibili capacità digestive, è proprio la seta. Il team ha anche studiato come riutilizzare i prodotti di scarto del processo assieme a un innovativo sistema di allevamento, del quale hanno già sviluppato un prototipo mediante le tecniche di stampa 3D.

Gli studenti del ‘Da Vinci’ di Caltanissetta hanno invece realizzato ‘Air Buster’: un rilevatore di gas inquinanti che, applicato sui mezzi pubblici, può acquisire dati dinamici relativi a territori estesi. L’alimentazione del dispositivo è fornita da una turbina che sfrutta il flusso d’aria del mezzo in movimento che mantiene in carica una batteria tampone. Un modulo GPS, un sensore di CO2 e ed un RTC ricavano i dati relativi al campione di aria testato. I dati generano una pagina web pubblica con la mappatura dinamica dell’inquinamento relativo al territorio. Il progetto si estende a un’applicazione per smartphone che consente la visione della mappa dell’inquinamento in un territorio specifico con la possibilità di generare un alert se la qualità dell’aria supera i valori di rischio.

Dagli utilizzi più vari è invece il sistema progettato dagli studenti dell’IIS ‘Tito Sarrocchi’ di Siena. Il progetto ‘Leap-Drone’ utilizza il movimento delle mani per il pilotaggio di un drone, senza utilizzare joystick o altri dispositivi dei normali radiocomandi in commercio. L’utilizzo delle mani è infatti più intuitivo e spontaneo rispetto ad altri device e può essere replicato per pilotare altri dispositivi complessi come robot chirurgici, macchine semoventi, ma non solo.

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