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La sonda Rosetta ritrova Philae e l’Esa organizza un contest a premi [FOTO]

Rosetta ritrova Philae

Da #GoodbyePhilae a #RosettaLegacy come ti ha influenzato nella vita quotidiana la missione di Rosetta sulla cometa 67P Churyumov Gerasimenko? Il regolamento del contest

Il giusto epilogo di una “Storia” che dura da oltre 10 anni!

2 marzo 2004, la missione ESA Rosetta, a bordo di Ariane 5 è lanciata con successo alle 7:17 UTC. Il lanciatore immette il carico utile e gli stadi successivi nell’orbita eccentrica (200 × 4000 km). Due ore dopo alle 9:14 UTC gli stadi successivi forniscono l’energia necessaria per vincere la forza di gravità e per uscire dall’orbita terrestre e per entrare in un’orbita eliocentrica. La sonda Rosetta viene liberata 18 minuti dopo. Il centro di controllo missione ESA (ESOC) stabilisce il contatto con la sonda.

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12 novembre 2014, la missione Rosetta dell’Agenzia spaziale europea è entrata nella storia grazie al rilascio sulla cometa 67P Churyumov Gerasimenko del lander Philae. Grande poco più di una lavatrice, il lander toccò il suolo di 67P diventando così il primo strumento costruito dall’Uomo a raggiungere questo traguardo. Non si trattò di un atterraggio morbido: Philae toccò il terreno e poi rimbalzò su una zona adiacente a quella prevista per l’ancoraggio, incontrando quindi qualche difficoltà a fissarsi al suolo con i suoi artigli meccanici.



27 luglio 2016 – Dopo mesi trascorsi a rincorrere tenacemente un ultimo contatto (Philae è rimasto in silenzio dal 9 luglio 2015), è giunto il momento d’arrendersi. Alle 11.00 in Italia (ore 09:00 UTC), il modulo di comunicazione Electrical Support System (ESS), il dispositivo che consentiva alla sonda spaziale ESA in orbita attorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko di tenere i contatti a bordo di Rosetta, è stato spento per sempre.

5 settembre 2016 – Dopo 14 mesi di tentativi e a meno di un mese dalla fine della missione, Rosetta “ritrova” il piccolo Philae. Le immagini sono state scattate venerdì scorso, il 2 settembre, dalla fotocamera ad angolo stretto OSIRIS, mentre Rosetta si trovava a una distanza di 2.7 km dalla superficie, e mostrano chiaramente il corpo principale del lander e due delle sue tre gambe.



Dalle immagini risulta anche evidente l’orientamento di Philae, ed è ora chiaro il motivo per cui – sin dal giorno dell’approdo sulla cometa, avvenuto il 12 novembre 2014 – è stato così difficile stabilire le comunicazioni. Il lander si trova nella regione di Abydos situata sul lobo più piccolo della cometa 67P Chryumov-Gerasimenko

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Dettaglio del lander. Crediti: ESA / Rosetta / MPS for OSIRIS Team MPS / UPD / LAM / IAA / SSO / INTA / UPM / DASP / IDA


È una notizia meravigliosa, anche perché“, sottolinea il project scientist di Rosetta Matt Taylor, dell’ESA, “significa finalmente avere le informazioni che ci mancavano per inquadrare nel giusto contesto, ora che sappiamo di quale terreno si trattava, i dati raccolti dal lander durante i tre giorni di operazioni scientifiche“.


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I commenti del team di Rosetta

Con soltanto un mese rimasto per la missione Rosetta, siamo così felici di aver finalmente ripreso Philae, e di poterlo vedere in questo sorprendente livello di dettaglio“, ha detto Cecilia Tubiana del team della fotocamera OSIRIS, la prima persona a vedere le immagini mentre venivano scaricate da Rosetta ieri.


Tana per Philae
(fonte: ASI TV – WEB TV dell’Agenzia Spaziale Italiana)


Dopo mesi di lavoro, con l’attenzione e l’evidenza puntati sempre di più su questo candidato lander, sono molto lieto ed eccitato che finalmente abbiamo questa importantissima foto di Philae seduto in Abydos” ha detto Laurence O’Rourke dell’ESA, che ha coordinato le ricerche ad ESA negli ultimi mesi, con le squadre OSIRIS e SONC/CNES.

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Il ritrovamento di Philae. Crediti per l’immagine principale e il dettaglio: ESA / Rosetta / MPS for OSIRIS Team MPS / UPD / LAM / IAA / SSO / INTA / UPM / DASP / IDA. Per l’immagine del lobo della cometa: SA / Rosetta / NavCam


Una nuova emozione regalataci da Philae! –  non nasconde il suo sollievo Mario Salatti responsabile ASI per il contributo italiano alla missione  – dopo il primo atterraggio su una cometa, le prime osservazioni in-situ, il risveglio 7 mesi dopo l’esaurimento della batteria primaria e gli infruttuosi ma appassionanti tentativi di riprendere le operazioni, ecco quanto gli scienziati attendevano di sapere per poter contestualizzare i dati raccolti durante le circa 52 ore della prima fase scientifica.”

Trovare il punto di atterraggio finale di Philae era ormai divenuta una corsa contro il tempo, con la fine delle operazioni di Rosetta pianificata per il prossimo 30 settembre. “E’ stato fondamentale – prosegue Salatti –  l’impegno del team della camera italo-tedesca OSIRIS e del centro ESAC dell’ESA che hanno perseguito fino all’ultimo questo importante obiettivo”.

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L’immagine ripresa dalla fotocamera OSIRIS

Le triangolazioni radio l’avevano circoscritta entro un’area che s’estendeva per poche decine di metri. Ora, da una distanza di 2.7 km, la risoluzione della telecamera ad angolo stretto OSIRIS è di circa 5 cm per pixel, dunque sufficiente per distinguere, fra i tanti “candidati” presenti in quell’area, il corpo principale di Philae – grande circa un metro – e le sue gambe, come si vede nelle immagini allegate.

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È una scoperta notevole, che giunge al termine di una ricerca lunga e minuziosa. Ormai stavamo per dare Philae per perso. È incredibile essere riusciti a catturare queste immagini proprio all’ultimo momento“, commenta il mission manager di Rosetta Patrick Martin, dell’ESA, riferendosi al fatto che fra meno d’un mese anche la sonda scenderà sulla superficie della cometa.

Ora che la ricerca del lander è terminata, ci sentiamo pronti per l’atterraggio di Rosetta, e siamo impazienti di catturare immagini ancora più ravvicinate del sito di atterragio di Rosetta” ha aggiunto Holger Sierks, Ricercatore Principale della fotocamera OSIRIS.

Rosetta: fine della  missione

Il prossimo 30 settembre, infatti, Rosetta intraprenderà la sua missione finale, un viaggio a senso unico per studiare 67P da vicino, compresi i pozzi aperti individuati nella regione Ma’at, dove si spera di poter compiere osservazioni in grado d’aiutarci a svelare i segreti della struttura interna della cometa.

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA), fa sapere che maggiori informazioni sulla ricerca che ha portato alla scoperta di Philae, e immagini aggiuntive, saranno disponibili a breve.

fonti di riferimento: AsiEsa