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YUSSEF KAMAAL in tour in Italia con BLACK FOCUS

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Roma – È uscito il 4 novembre “Black Focus“, l’album d’esordio di Yussef Kamaal, progetto capitanato da Yussef Dayes e Kamaal Williams (aka Henry Wu). Un progetto il loro in cui jungle, grime e broken beat si fondono alla musica jazz. Il disco è influenzato da ogni angolo di Londra ed ha il suo cuore pulsante nel dialogo tra batteria e tastiere, pur essendo arricchito di tanti altri strumenti e musicisti ospiti, felici di interagire e di essere parte di questo album di debutto che sarà presentato dal vivo a Dicembre in Italia: il 2 a Roma al Monk Club, il 3 a Milano al Biko CLub, il 4 a Firenze al Combo Social Club e il 7 a Torino allo Spazio 211 nel cartellone del Jazz:Re:Found Festival. L’ascolto di Black Focus è un vero e proprio viaggio musicale, il suono di Yussef Kamaal è modellato dal suono di Londra come fosse trasmesso da una radio pirata della capitale. Yussef e Kamaal provengono dai sobborghi londinesi e hanno iniziato giovanissimi suonando nei pub di Peckam e Camberwell. Dayes è la batteria dal sapore cosmico e afrobeat, già noto per essere parte di United Vibrations, due album all’attivo con loro, e per diverse altre collaborazioni. Williams è profondo conoscitore di drum machine e tastiere e, con il moniker di Henry Wu, è già un personaggio di riferimento con alle spalle una serie di uscite in 12” su 22a Music, Eglo Records e Rhythm Section INTL. I due hanno avuto poco tempo per conoscersi, e il progetto si è evoluto in Yussef Kamaal in maniera del tutto spontanea, forgiando i brani nell’improvvisazione piuttosto che nella scrittura. L’ispirazione è ben salda in quello spirito jazz-funk degli anni ’70, tipico degli album di Herbie Hancock o della Mahavishnu Orchestra. Debitori tanto del piano di Thelonious Monk, quanto della drum-machine di Kaidi Tatham, i due guidano il progetto all’interno di un solco ben preciso. “Il modo con cui ci avviciniamo alla musica – dice Williams – è tutto energia ed empatia. Ci siamo semplicemente entrati e l’abbiamo tirata fuori”.