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Quando la musica non ha confini linguistici spuntano gli Utveggi

ROMA – Dopo il primo disco, tra l’italiano e il giapponese, e un tour nipponico di otto date tra Tokyo e Kawasaki, è uscito, lo scorso 27 gennaio, “Altri Mondi” (Almendra Music), nuovo album degli Utveggi. La rockband è formata da Valerio Mirone (voce), Simone Giuffrida (chitarre, voci), Bruno Pitruzzella (chitarre, voci), Luca La Russa (basso, voci) e Giuseppe Montalbano (batteria, voci).

Utveggi ecco Altri Mondi, il secondo album

Il nuovo album è composto da “sedici piccoli quadri per altrettanti ritratti di vite bislacche”. Così lo presentano gli Utveggi. “Fra questi la storia di un mondiale dimenticato (‘Gamba Re’), una piccola natività sbocciata nel cesto di fragole (‘Presepe 1’), il canto dei pescatori in una terra mai lambita dai mari (‘Ieccalo a mare’). E ancora l’infrangibile riflesso della luna sul lago (‘Mizu’), il metallo virile forgiato da uno spirito eroico (‘Turbature’), la via dell’aceto (‘Aceto’s Road’’)”.

Fuori luogo e dunque inadatti al mondo, forse perché nipoti della vergogna o semplicemente fuori dal tempo e slegati da ogni spazio. L’universo intero nel dente di un gigante. È verde o giallo? Asino o coniglio? Una barchetta in acque calme o un incrociatore destinato allo schianto? La narrazione non tiene conto di epoche o nazioni, tutto è fin(i)to e per questo forse ancor più importante. Il discorso musicale si snoda tra sferragliare distorto e armonia vocale, anima del legno e fragore rugginoso, stilemi classicheggianti e bordate grunge. In una parola: divertissepunk.

Con Altri Mondi si torna all’italiano, o quasi

I testi di “Altri mondi” (scritti per la maggior parte da Valerio Mirone) a differenza del primo disco, sono prevalentemente in lingua italiana, tranne “Mizu” e “Caffè”, cantati in giapponese, e due brani in siciliano, e traggono spunto, come spesso usa fare la band, dalla letteratura internazionale, trasformandone i contenuti con ironia e conferendo un’atmosfera sognante all’impianto narrativo (come in “Gamba re”, liberamente ispirato a “Futebol. Storie di calcio” di O. Soriano; “Altri mondi”, ispirata a “Faust” (1891) di F. Pessoa; “Disadattitudine” che si rifà a “Il mondo salvato dai ragazzini” (1968) di E. Morante o, ancora, “Turbature”, ispirato a “Foglie d’erba” (1855) di W. Whitman.

Altri Mondi è anche un video

Online anche il videoclip (regia, montaggio e post-produzione a cura di Antonio Cusimano alias 3112htm) del brano che dà il titolo all’album. “Un video che racconta di un viaggio interdimensionale tra piani enormi o ristretti, alla ricerca del senso ultimo di un mondo decisamente avaro di soddisfazioni. Nel videoclip la band appare trasfigurata nei connotati mentre alcuni ambienti reali diventano scenari macroscopici per piccole figure operose e stralunate, catturate dall’obiettivo in un tempo congelato”. Il testo della canzone è liberamente ispirato al Faust (1891) dello scrittore portoghese Fernando Pessoa.

Utveggi, la bio

Gli Utveggi debuttano nel dicembre 2012 e pubblicano l’EP autoprodotto “BOSHI” nel giugno 2013. Il primo (omonimo) album in studio vede la luce a gennaio 2015 e viene presentato presso l’Auditorium RAI di Palermo. Giungono alla finale regionale di ArezzoWave 2015, successivamente suonano in apertura di Punkreas e PianojaC, duo nipponico che vanta collaborazioni con Ryuichi Sakamoto e altri grandi artisti nativi del Sol Levante. Il 15 novembre partono alla volta del Giappone per l’Utveggi Japan Tour. Otto concerti distribuiti tra Tokyo e Kawasaki, in occasione dei quali presentano il nuovo disco. A febbraio 2016 vincono il premio della critica “A Certain Regard” per la migliore esibizione al concorso Musicultura 2016 ed entrano a far parte della rosa dei 16 finalisti del concorso nazionale, venendo infine inclusi nella compilation della manifestazione grazie al brano Postumi.